Si conclude con un risarcimento di 5,5 miliardi di dollari una controversia giudiziaria durata oltre dieci anni. Nel febbraio 2016 un tribunale statunitense aveva condannato la multinazionale Johnson & Johnson al pagamento di 72 milioni di dollari (circa 65 milioni di euro all’epoca) alla famiglia di Jacqueline Fox, deceduta per un tumore ovarico che, secondo i giudici, sarebbe stato causato dall’uso prolungato del borotalco Baby Powder.
Oggi l’azienda ha comunicato di aver raggiunto un accordo transattivo per chiudere decine di migliaia di procedimenti e circa 76.000 richieste di risarcimento legate al suo talco per bambini e ad altri prodotti contenenti talco, sospettati di aver contribuito allo sviluppo del tumore ovarico. Johnson & Johnson aveva già definito la maggior parte delle cause in cui era accusata di commercializzare talco contaminato da amianto, ritenuto responsabile di numerosi casi di mesotelioma, una forma aggressiva di tumore che colpisce prevalentemente l’apparato respiratorio.
La classificazione del talco secondo lo IARC
Nel 2024 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha aggiornato la valutazione del talco: da “possibile cancerogeno” è stato ricollocato nella categoria dei “probabili cancerogeni” per l’uomo, un livello di rischio superiore.
Lo IARC suddivide gli agenti in quattro gruppi:
• Gruppo 1 – cancerogeni per l’uomo (135 agenti, tra cui amianto, carne lavorata, alcol, fumo, benzene, Papillomavirus);
• Gruppo 2A – probabili cancerogeni (98 agenti, tra cui lavoro notturno, carne rossa, bevande molto calde, glifosato, acrilammide);
• Gruppo 2B – possibili cancerogeni (329 agenti, tra cui campi elettromagnetici a radiofrequenza associati ai telefoni cellulari);
• Gruppo 3 – agenti non classificabili (498 sostanze valutate senza evidenze di cancerogenicità).
Talco, borotalco e meccanismi ipotizzati
Come riportata da una intervista de “Il Corriere della Sera”, secondo Domenica Lorusso, direttore della Ginecologia Oncologica di Humanitas San Pio X, il talco è un minerale composto principalmente da magnesio, silicio e ossigeno. Il borotalco cosmetico deriva dalla combinazione tra polvere di talco e acido borico: il talco svolge funzione assorbente, mentre l’acido borico ha proprietà lenitive e antisettiche.
L’ipotesi scientifica è che particelle di talco possano migrare dagli organi genitali esterni verso quelli interni (ovaio, endometrio), provocando infiammazioni croniche che, nel tempo, potrebbero favorire la formazione di tumori.
Il legame con il mesotelioma
Il collegamento con il mesotelioma deriva dal fatto che il talco si trova spesso in prossimità di giacimenti di amianto, con conseguente rischio di contaminazione durante l’estrazione. In Europa, tuttavia, la normativa è stringente: dal 1973 i prodotti contenenti talco devono essere certificati privi di amianto, e la filiera è sottoposta a controlli specifici.
I primi sospetti negli anni Settanta
Le prime ipotesi di un legame tra talco e tumore ovarico risalgono agli anni Settanta. Da allora numerosi studi hanno prodotto risultati contrastanti: alcuni evidenziavano un rischio moderato, altri non rilevavano alcuna correlazione. Nel 2010 lo IARC aveva ricordato che, fino al 1976, i prodotti cosmetici a base di talco contenevano impurità — tra cui fibre di amianto — in quantità superiori rispetto agli standard attuali, che ne vietano la presenza.
