venerdì 6 20 Dicembre19
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La nuova crisi di Youtube: FCT e legge COPPA contro il Web

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Una nuova crisi, forse stavolta senza precedenti e senza apparente soluzione, sta per colpire la dimensione di Youtube.

La più famosa piattaforma al mondo di videosharing è stata spesso negli ultimi anni al centro di polemiche, scandali e timori. Solo nel 2017, la “Crisi dell’Adpocalypse” allertò tutti i content creator e i loro spettatori su quello che ne sarebbe stato delle loro attività. Ormai si sa che l’azienda, di proprietà del colosso Google, è diventata molto di più di un semplice mezzo intrattenimento di massa e che in tanti l’hanno trasformato in un vero e proprio business.

Ma se fino ad oggi, con cambiamenti più o meno rilevanti, la situazione è rimasta stabile e Youtube ha continuato a funzionare come tutti sanno, le cose stanno per cambiare in modo radicale.

Andiamo dunque a spiegare perchè e come Youtube verrà forse distrutto da queste nuove disposizioni.

I responsabili e le motivazioni: FCT, COPPA e la tutela dei bambini

Tale iniziativa è partita dalla FCT (Federal Trade Commission), un’agenzia governativa americana il cui scopo è tutelare i consumatori. Per qualcuno potrà essere un segreto, ma molti sanno che numerosi siti e piattaforme del Web, e Google e Youtube che sono dei colossi non sfuggono a questo, utilizzano dei sistemi con cui raccolgono dati e informazioni dai visitatori, per poi proporre pubblicità e link mirati a seconda del pubblico.

FTC (Federal Trade Commission)
FTC (Federal Trade Commission)

Fin qui nulla di nuovo per molti, ma il problema entra con la legge COPPA. COPPA sta per Children’s Online Privacy Protection Act (Atto per la Protezione Online dei Bambini), una legge federale statunitense del 1998 che tutela i minori di 13 anni. In sostanza, secondo la normativa, nessun sito web può effettuare raccolta dati da utenti di età inferiore a quanto indicato.

Dal momento che Youtube funziona tramite algoritmi e non essendo possibile verificare chi effettivamente si trova dall’altra parte di uno schermo (nonostante sia necessario accedere al sito con un account dell’età adatta, niente può impedire ad un minore di 13 anni di entrare con un account genitoriale o di crearne uno nuovo utilizzando dati falsi), è indubbio di come il partner di Google abbia violato la legge COPPA, raccogliendo dati quando non poteva.

Le conseguenze per la piattaforma sono state estremamente pesanti, costretta a pagare una multa di 170 milioni di dollari e a rivedere le loro politiche interne, cosa che si ripercuoterà inevitabilmente sugli utenti.

Le conseguenze: Un nuovo Youtube destinato a scomparire?

Quali sono effettivamente le conseguenze per i content creator e gestori di canali di Youtube e per tutti i fruitori dei servizi della piattaforma? Non è semplice fare un punto della situazione assoluto, dato che non si sa fin dove potranno applicarsi tutti i punti della COPPA, che è una legge americana, su iscritti stranieri. Quel che è certo è che ogni iscritto a Youtube, nel momento della creazione del proprio account, ha firmato un contratto con un’azienda statunitense e con questa nuova regolamentazione, si trova costretto ad affrontare il risultato di questi cambiamenti.

Tutti i video di Youtube verranno ora divisi in 2 categorie: per bambini (minori di 13 anni) e non per bambini. All’apparenza sembra facile vedere il confine tra questi due gruppi, ma non è così. A decretare di quale genere sia una clip è sempre un nuovo algoritmo della piattaforma che, semplicisticamente, utilizza questo sistema: se in un video compaiono bambini, giocattoli, videogame, animazioni o viene utilizzato un linguaggio tipico e adatto per bambini, questo viene catalogato automaticamente come per minori di 13 anni. Gli stessi gestori dei canali avranno la responsabilità di specificare, a loro discrezione per ogni singolo video o per l’intero contenuto dell’account, quali contenuti sono per bambini e quali no, prendendosi in ogni caso una responsabilità.

Ecco le conseguenze di questa differenziazione:

  • I video reputati o indicati come per bambini non possono essere soggetti alla raccolti di dati, pertanto su di essi non sarà possibile mettere “like” e scrivere commenti, non arriveranno campanelle di avviso per la sua pubblicazione, ne compariranno altri video consigliati al suo fianco. Anche cercandolo, questi non verrà trovato, l’unico modo per visualizzarlo sarà andare a controllare ogni volta il canale di interesse per vederne le nuove pubblicazioni. Questo comporterà un drastico calo delle visual e l’impossibilità di monetizzare tali filmati.
  • I video indicati per adulti non subiranno i cambiamenti sovraindicati, ma il content creator dovrà assumersi un grosso rischio. Se infatti queste clip dovessero rivelarsi contenenti di elementi definibili come “per bambini” e fossero visualizzati da questi, si entrerebbe nella giurisdizione della COPPA e si rischierebbero pene e sanzioni che variano dall’eliminazione del filmato, alla chiusura del canale a multe di 42.000 $ a singolo video.
  • Anche coloro che hanno indicato i propri video come “per bambini” rischiano pene e sanzioni qualora nei propri contenuti vi fossero comunque elementi quali scene, linguaggi e argomenti che sono comunque ritenibili inadatti ai minori di 13 anni.

Sin da Novembre, Youtube ha iniziato a notificare ai suoi fruitori la necessità di aggiornare i propri account in base alla normativa, che entrerà in atto a tutti gli effetti il 1° Gennaio 2020.

Nelle ultime settimane stati centinaia gli Youtubers, tra stranieri e nostrani, che si sono attivati per diffondere e spiegare la notizia e trovare un modo per salvare il proprio business e l’integrità di questo pezzo del web come lo conosciamo. Numerose sono già le proteste aperte, così come le petizioni, come quelle di regulations.gov o di change.org nel tentativo di fermare o quantomeno cambiare un sistema che pare a tutti ingiusto e fallace, data la natura complessa del problema.

E voi cosa ne pensate? Ritenere necessario l’adeguarsi del colosso di Youtube alla normativa per il bene e la tutela dei bambini? O ritenete che la legislazione abbia fatto il passo più lungo della gamba andando a minare un caposaldo del web e danneggiare fin troppi utenti?