lunedì 17 dicembre 2018
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Il tartufo come la marijuana: contengono la ‘molecola del piacere’

delicacy mushroom black truffle  -  rare and expensive vegetable

Il tartufo, tubero apprezzato per le sue innumerevoli qualità, contiene una sostanza simile alla cannabis: la cosiddetta ‘anandamide’. La recente scoperta è figlia degli studi di ricercatori aquilani appartenenti al nucleo di di Micologia e genetica. Il lavoro di ricerca ha visto però anche la cooperazione dei colleghi teramani e del Campus Biomedico di Roma. Un risultato sorprendente non meno che utile. Non si fa mistero dalla bellezza del singolare tubero, che ne accresce il suo prezioso valore, nonché dell’inimitabile profumazione, del sapore deciso. Tuttavia, oggi, si può dire con certezza che le proprietà afrodisiache ed eccitanti associate al tartufo non sono più trascurabili leggende. Tutto vero, insomma. 

Che cos’è l’anandamide? Scopriamolo insieme. E’ una molecola presente anche nel latte materno, e in altre sostanze come il cioccolato e perfino nel nostro cervello. Avete capito, nel cervello umano ed animale. La così definita “molecola del piacere” concentrata soprattutto nella specie del tartufo nero, è capace di emanare sostanze che influenzano l’umore, ponendo un freno quindi ai nostri stati depressivi o melanconici. Non a caso, se andiamo vedere il significato etimologico della parola “anandamide” nella lingua originaria (sanscrito) possiamo tradurlo con “piacere estremo, estasi”.

Il tartufo in questo modo diventa il centro, almeno secondo le previsioni dell’emittente BBC, della campagna per EXPO 2015. La tv inglese ha realizzato un servizio dedicato alla valorizzazione del tartufo italiano ed abruzzese, ponendo l’accento sulla curiosa scoperta. Una bella pubblicità per l’Italia che si prepara alla kermesse internazionale.

Donatella Conte

Studentessa di Lettere, aspirante scrittrice. Amo i libri, il cinema neorealista, Vittorio De Sica, odio le ipocrisie ed il qualunquismo. Chi sono? Una ragazza che per salvarsi sceglie di non andarsene ma di scrivere, perché la scrittura può smuovere menti ottuse e scoprire lascive bugie che la società ancora ci racconta. Citando Roberto Saviano: ”La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria -forse unica per me- possibilità d'incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.” Scrivere per me è vivere, impossibile stare senza.