martedì 20 novembre 2018
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Napoli, “Il culto della Sedia della fertilità”

2014-12-10 11.12.41Diventare mamma, o più in generale essere genitore, è una delle gioie più belle della vita. I bambini sono gli unici a donarci amore incondizionato e pur tra mille difficoltà e preoccupazioni, gli unici a strapparci sempre un sorriso.

Avere la fortuna di essere o diventare madre o padre è un dono prezioso, purtroppo però, molte volte questo dono non viene compreso portando a compiere azioni più che discutibili (abbandono, aborto, maltrattamenti, abusi ecc). In altri casi ancora, questo dono non arriva e proprio facendo riferimento a quest’ultimo aspetto, oggi dedicheremo la nostra attenzione ad un culto diffuso nella nostra città ma conosciuto in tutto il mondo. Per chi non lo sapesse a Napoli esiste il “culto della Sedia della fertilità o Sedia Santa” o, ancora, “Sedia della fecondità”. Si tratta di una Sedia appunto, collocata nel piccolo museo dedicato a Santa Maria Francesca, una struttura che si trova nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Per comprendere pienamente il significato legato a questo culto è necessario ripercorrere la storia della Santa.

“La storia di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe”

Anna Maria Rosa Gallo venerata come Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe nacque il 25 marzo 1715, nei Quartieri Spagnoli, a Napoli. Figlia di Francesco Gallo e Barbara Basinsi, genitori dal temperamento completamente opposto: il padre, gestore di un piccolo negozio di mercerie, era infatti, un uomo severo, avaro e irascibile che maltrattava spesso moglie e figlie costringendole a lavorare duramente, la madre invece, era al contrario una donna amorevole, devota e paziente.

Anna Maria Rosa fin da piccola manifestò una grande fede, tant’è che proprio nei quartieri fu soprannominata “la Santarella”, questo sia per la sua devozione alla chiesa e ai sacramenti, sia per la docilità con cui accettava i maltrattamenti a cui era sottoposta. Fu una assidua frequentatrice della chiesa di Santa Lucia al Monte, e qui, conobbe il futuro santo che l’avrebbe guidata nel suo cammino spirituale, Fra Giuseppe della Croce. Ben presto dimostrò la volontà di consacrarsi al Signore, ma anche in questo il padre le fu di ostacolo poiché il suo desiderio era quello di farla sposare con un ricco e giovane napoletano. Anna Maria Rosa però, non abbandonò il suo sogno e andò per la sua strada continuando a sopportare ulteriori maltrattamenti e privazioni, fino al giorno in cui il padre si arrese e l’8 settembre 1731 all’età di 16 anni Ella si consacrò al Signore, nel Terz’Ordine Francescano Alcantarino, assumendo appunto il nome di Santa Maria Francesca delle Cinque piaghe, nome che indicava la devozione per le sofferenze di Cristo. Il dono della profezia fu uno dei tanti carismi della Santa, infatti secondo molte testimonianze, Ella predisse numerosi eventi a persone di fede e sacerdoti che si rivolgevano a Lei come guida e consigliera: predisse la santità di Francesco Saverio Maria Bianchi e pare che abbia predetto molti anni prima l’evento della Rivoluzione Francese. Come San Francesco d’Assisi ricevette le stimmate e ogni venerdì della Quaresima pare avvertisse i dolori della Passione di Cristo. All’età di 38 anni insieme ad un’altra terziaria, Suor Maria Felice, si trasferì nella casa del suo direttore spirituale, padre Giovanni Pessiri malato e bisognoso di cure. Morì all’età di 76 anni e fu sepolta proprio nella chiesa di Santa Lucia al Monte di Napoli. Il 12 novembre del 1843 fu proclamata beata da Papa Gregorio XVI, il 29 giugno 1867 fu canonizzata da Papa Pio IX. Non tutti sanno che Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe è la prima Santa napoletana della chiesa e insieme a San Gennaro è compatrona di Napoli.

La casa-santuario e il culto della Sedia

Le reliquie di Santa Maria Francesca non sono rimaste nella chiesa di Santa Lucia al Monte, il 6 ottobre del 2001 infatti, sono state traslate nel santuario omonimo, nella casa di vico Tre Re, dove aveva vissuto per ben 38 anni.

Ed è proprio in questo vicolo dei Quartieri Spagnoli, al numero 13, salta subito all’occhio questo piccolo santuario, luogo di preghiera e di grazia e oggi più di prima meta di pellegrinaggio di numerosi fedeli e non. L’edificio fu costruito nell’800, nell’ambito di un altro più antico: dall’entrata principale si accede ad una piccola navata, dalla forma quadrata, riservata ai fedeli, in fondo alla quale vi è l’altare su cui è posta la statua della Santa, dall’ingresso secondario invece, si entra in due cappelle laterali comunicanti fra loro, proprio in una di queste si accede alla tomba di Santa Maria Francesca. Sempre dalla cappella laterale vi è poi una piccola e stretta rampa di scale che conduce alla casa della Santa, dove è possibile come prima cosa notare la statua di Santa Maria Francesca e dietro di Essa una parete ricca di ex-voto in argento, ma anche di fiocchi e coccarde rosa e azzurri segno della gratitudine di migliaia di donne devote alla Santa proprio per aver ricevuto il “miracolo”. In un altro ambiente c’è la cosiddetta Sedia della fertilità: è la sedia dove Santa Maria Francesca trovava generalmente riposo ma anche sollievo quando avvertiva i dolori della Passione. Ed è proprio qui che molte donne si siedono e pregano insieme ad una delle suore che le benedice con un reliquiario contenente una vertebra e una ciocca di capelli della Santa, nella speranza di ricevere il dono prezioso di un figlio. Sempre nello stesso ambiente è presente il materasso dove dormiva la Santa, altari e molto altro ancora.

C’è da dire però che Santa Maria Francesca è molto amata non solo da donne che sperano di diventare madri, ma anche da persone malate e dagli uomini, questo perché accoglieva a braccia aperte tutti coloro che Le chiedevano intercessioni per difficoltà familiari e personali, faceva Sue quelle sofferenze e le offriva a Dio, è forse è proprio questo il significato più profondo legato al culto della Sedia; fede, devozione, speranza, perché senza questo nessun miracolo potrebbe chiamarsi tale.

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Maria De Santis

Maria De Santis, nata a Napoli, laureata in Scienze politiche dell'amministrazione, affascinata dal mondo del giornalismo, decide di intraprendere una nuova avventura in tale ambito. Quando le cose si complicano e tutto sembra confuso, la parola "scritta" diventa il miglior alleato che si possa desiderare.