venerdì 20 luglio 2018
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Il senso relativo del tempo

Scrivi un testo che dia l’impressione dello scorrere del tempo senza mai utilizzare la parola tempo.

TIC TAC TIC TAC TIC TAC… nella mia testa c’era solo questo incessante ticchettio che proveniva dall’ orologio a pendolo che si trovava sulla parete della cucina in cui mi trovavo. Quel rumore che nessuno nota, sempre sovrastato dalle voci delle persone, dai rumori provenienti dalla strada, ma che con il silenzio diventa alienante, entra in testa e trasmette quel senso di inquietudine e di attesa infinita. Più ci pensi, più guardi quell’ orologio e più sembra fermarsi, e le lancette sembrano scorrere sempre più lentamente. Anche un minuto riesce a trasformarsi in un’ora. E allora non puoi far altro che star seduto lì e aspettare. Poi scorgo la mia immagine che si riflette sul forno e mi soffermo su ogni singolo dettaglio, su ogni imperfezione, e poi scendo più giù con lo sguardo e con la mano mi accarezzo la pancia, noto le smagliature sul mio ventre e mi soffermo su ognuna di essa… tre mesi sono andati e hanno lasciato il segno, ne mancano solo altri sei, penso. La mia mente viaggia e già è proiettata al futuro: sei mesi e tutto sarà diverso, ma sono effettivamente pronta a questo cambiamento? Eppure sei mesi non sono poi così tanti, ma perché allora questa attesa mi sembra così incessante?

TIC TAC TIC TAC TIC TAC… nella mia testa ancora quell’ incessante ticchettio. Dovrei decisamente sostituire quest’orologio, eppure ormai mi ci sono affezionata; non ricordo neanche più quando l’ho comprato, ma non ho ricordi della mia casa senza di esso. Possibile che in tanti anni non mi fossi mai resa conto di questo perenne rumore, che sottolinea maggiormente lo scorrere di ogni minuto…di ogni secondo. E persa nei miei pensieri, concentrata solamente su quelle lancette, improvvisamente mi rendo conto che il motivo per il quale effettivamente mi trovavo in cucina ad aspettare mi era completamente sfuggito. E solo allora il rumore dell’acqua sovrasta quello delle lancette, e quello dei miei pensieri. Torno alla realtà, lancio un ultimo sguardo all’ orologio e mi rendo conto di non averlo guardato per davvero, è passato solo un minuto ora posso calare la pasta.

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