Giornata di festa, emozione e memoria collettiva per Leonardo Pieraccioni, che a Laterina, in provincia di Arezzo, il regista e attore toscano ha ricevuto la cittadinanza onoraria in occasione del trentennale de “Il Ciclone”, uno dei film più amati della compianta commedia italiana degli anni Novanta.
Il riconoscimento è stato conferito dall’amministrazione comunale durante una cerimonia pubblica che ha richiamato cittadini e curiosi appassionati del film. Non si è trattato soltanto di un omaggio artistico, ma anche di un gesto simbolico verso un’opera che ha contribuito a rendere celebri i paesaggi e l’identità della Valdarno toscana in tutta Italia, regalando a tutti, gli iconici campi di girasoli, le strade sterrate tra il verde e la piccola cittadina avvolta dal “profumo” del “ramato!”.

“Il Ciclone”, uscito nel 1996, anno successivo l’esordio alla regia di Pieraccioni, rappresentò un autentico fenomeno cinematografico e culturale. Il film seppe raccontare con leggerezza e ironia un mondo provinciale genuino, trasformando luoghi come Laterina in scenari riconoscibili dal grande pubblico e soprattutto motivo per organizzare gite fuori porta in quei luoghi così ben omaggiati. L’affluenza di persone ancora oggi persiste per visitare proprio quelle atmosfere viste sul grande schermo in quegli anni in cui era il semplice ad attrarre.

Durante la cerimonia, a cui hanno preso parte anche Massimo Ceccherini e Barbara Enrichi, rispettivamente Libero e Selvaggia Quarini, il Levante de “Il Ciclone” ha ricordato con affetto il legame costruito negli anni con il territorio e con gli abitanti che parteciparono alle riprese. L’attore poi ha sottolineato come parte del successo del film sia nata proprio dall’accoglienza ricevuta allora dalle comunità locali, capaci di sostenere il lavoro della troupe con entusiasmo e spontaneità. L’evento è stato accompagnato da proiezioni, fotografie storiche e racconti dal set, trasformandosi in una vera celebrazione collettiva della memoria cinematografica italiana. Molti presenti hanno rivissuto scene diventate iconiche, confermando quanto “Il Ciclone” sia rimasto nell’immaginario popolare anche a distanza di tre decenni.

Come un vento leggero che continua a soffiare anche dopo tanti anni, questo film non ha mai davvero lasciato quelle colline toscane in cui riecheggia l’ ”Holè” della voce di Gino (Mario Monicelli) e le note di “The Rhythm is Magic” di Marie Claire D’Ubaldo, onorate dai sinuosi movimenti delle belle ballerine di flamenco. È ancora lì, rimasto tra le piazze, nei ricordi degli abitanti e negli occhi di chi ancora oggi riconosce in quei paesaggi un pezzo di cinema italiano autentico e, forse per i Millennials, un pizzico di speranza verso quelle generazioni che non hanno (e non avranno) modo di vivere certe pellicole con le stesse atmosfere di quegli anni.

E la cittadinanza onoraria consegnata a Leonardo Pieraccioni sembra proprio essere il ritorno simbolico di un ciclone, “si perché il ciclone, quando arriva, non è che t’avverte. Passa, piglia e porta via. E a te, non rimane altro che restare lì, bono bono a capire che, forse, se non fosse passato, sarebbe stato parecchio, ma parecchio peggio”.
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