domenica 18 novembre 2018
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CAIPIRINHA, CAIPIRINHA al Nuovo Teatro Sanità

Sara Sole Notarbartolo presenta in prima nazionale il 20-21-22 ottobre al Nuovo Teatro Sanità il suo ultimo lavoro teatrale Caipirinha, Caipirinha!, lo spettacolo, scritto e diretto dalla Notarbartolo, è interpretato da Andrea de Goyzueta, Giovanni Granatina e Fabio Rossi: al centro della vicenda teatrale, tre uomini, tre amici, innamorati della stessa donna, e tutto quello che non si dice e non si può dire in proposito. L’allestimento si avvale dei costumi di Gina Oliva, del disegno luci di Paco Summonte ed è prodotto da Taverna Est Teatro in collaborazione con Ex Asilo Filangieri e Nostos Teatro.

Siamo nel bar di Bob, a Roccapaduli, in un non meglio precisato paesino del sud Italia. In questo bar si incontrano tre grandi amici: Bob, il barman, ricco, colto, elegante, irresistibile. Ama Wilma e Wilma ama lui. Walter, l’empatico. Progressista, poetico, dolcissimo, che ha un lavoro precario e nient’altro. Ama Wilma e Wilma ama lui. Vincenzo, l’uomo perbene. Ha un lavoro a tempo indeterminato, una bella casa, è cattolico, reazionario ma buono, soffre di attacchi di collera violenta. Ama Wilma e l’ha sposata. E Wilma ama lui.

A proposito del suo nuovo spettacolo, l’autrice e regista racconta: «Temo malinconicamente che la scrittura nasca sempre da una forma di malattia, da un nocciolo doloroso. Il mio nocciolo doloroso, la mia punta di impazzimento degli ultimi anni riguarda le conseguenze del non detto. E così, aiutata e anche guidata dalle estenuanti improvvisazioni dei tre attori che sono sulla scena ho messo davanti ai miei, e ai vostri, occhi, una cosa indicibile, teneramente indicibile, assolutamente indicibile: il tradimento per amore di qualcuno che si ama».

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.