A dieci anni dal referendum del 23 giugno 2016 che ha sancito la Brexit, il Regno Unito si ritrova a fare i conti con l’ennesima crisi di governo.
L’uscita dall’Unione Europea, che secondo alcuni doveva segnare la ripresa di un destino nazionale, ha invece inaugurato una fase di instabilità politica. Le dimissioni di Keir Starmer – proprio alla vigilia dell’anniversario del voto referendario – sono arrivate due anni dopo una vittoria elettorale schiacciante.
Sul fronte economico, sebbene il bilancio sia meno drammatico di quanto si temesse, risulta evidente secondo gli analisti della Banca d’Inghilterra che la Brexit abbia prodotto un freno graduale nei settori del commercio, degli investimenti e della produttività causato da fattori quali sorpresa e incertezza del periodo successivo al referendum, ma anche dall’aumento delle barriere commerciali nel 2021.
Alcuni settori hanno mostrato maggiore resilienza: Londra resta un punto di riferimento per i servizi finanziari e le esportazioni ICT verso l’Unione Europea.
È pur vero che risulta difficile isolare l’impatto della Brexit sull’economia senza considerare altri elementi quali la pandemia di Covid-19 oppure la crisi energetica legata alla guerra in Ucraina.
Il voto del 2016, poi, ha senz’altro accentuato le tensioni politiche interne sia sul fronte scozzese che irlandese: Scozia e Irlanda del Nord avevano scelto di restare nell’Unione Europea. L’uscita del Regno Unito dall’Europa ha dunque fornito un ulteriore elemento alle cause nazionaliste. Secondo un recente sondaggio sei britannici su dieci ritengono che la Brexit sia stata un fallimento.
Ancora sul fronte migratorio, si evince come gli arrivi di cittadini europei siano sì diminuiti – nel 2016 si contavano circa trecentomila unità – ma quelli extra-UE sono esplosi fino a rappresentare ad oggi il 90% del totale.
Anche nella sfera internazionale le ambizioni legate alla “Global Britain” sono state disattese: con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca la special relationship tra Washington e Londra si è affievolita. Mentre le guerre in Ucraina e in Iran hanno riavvicinato l’UE e il Regno Unito sul fronte della sicurezza energetica e della difesa.
Che sia possibile immaginare un riavvicinamento? La strada è lunga. A dieci anni dalla Brexit, però, è possibile tirare le somme e il bilancio sembrerebbe tutt’altro che positivo.
