Si è conclusa con grande partecipazione la IV edizione del Premio “Ditale d’Oro”, promosso dall’Associazione Confraternita dei Sartori 1351 con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Comune di Napoli e del Museo della Moda Napoli.

Il contest, dedicato ai giovani talenti dell’alta sartoria da tutta Italia, si è svolto il 15 e 16 aprile nella sede della Fondazione Mondragone – Museo della Moda Napoli, confermando Napoli come punto di riferimento per l’artigianato d’eccellenza.

Oltre alla gara, l’evento ha messo in contatto maestri e nuove generazioni, puntando su formazione, lavoro e valorizzazione dell’artigianato come risorsa concreta per il territorio.

“Siamo profondamente orgogliosi – afferma Tiziana Aiello, Presidente dell’Associazione Confraternita dei Sartori 1351 – dei risultati di questa quarta edizione. Vedere questi giovani talenti esprimersi in un tempio della moda quale è la sede della Fondazione Mondragone, è la conferma che siamo riusciti a tracciare quel filo ideale che unisce la storia di ieri al futuro dei giovani talenti. Ma l’emozione più grande è stata vedere i frutti del lavoro svolto con i giovani reclusi a Secondigliano: un percorso che testimonia come la cultura artigiana possa essere uno strumento di vera rinascita e che, in vista della prossima edizione, replicheremo in altri istituti penitenziari”.

“Questa edizione – aggiunge Raffaele Antonelli, Maestro Sarto, ideatore del Premio e Vice Presidente dell’Associazione Confraternita dei Sartori 1351 – ha superato ogni aspettativa, a conferma che il premio Ditale d’Oro si configura come un atto di tutela della sacralità del laboratorio artigianale. Con il progetto sociale abbiamo toccato il punto più alto, perché il percorso fatto con i giovani ristretti è la prova tangibile che il nostro impegno sociale trasforma l’ago e il filo in strumenti di libertà e di riscatto personale”.

“L’incontro tra il Premio Ditale d’Oro e il Museo della Moda di Napoli – ha dichiarato la Presidente del Museo della Moda Avv. Maria d’Elia – nasce da una visione condivisa e profondamente radicata nella tutela dei saperi artigiani, il nostro impegno come Museo della Moda è custodire e raccontare la storia della moda e dell’artigianato, ma anche promuoverne l’evoluzione, sostenendo i giovani talenti e creando connessioni tra tradizione e futuro, offrendo nuove prospettive occupazionali e rafforzando l’identità del Made in Italy”.

I vincitori 2026

A decretare i vincitori sono state due giurie guidate dal Maestro Raffaele Antonelli e dalla Maestra Angela Esposito.

Ecco i premi:

  • Ditale d’Oro Femminile “Giuseppina Marrazzo” a Diana Fallacara
  • Ditale d’Oro Maschile “Angelo Litrico” a Francesca Mariniello
  • Premio Sociale “Ilario Piscioneri” a Emanuele Abate e ai giovani sarti del Centro Penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano

Proprio il premio sociale ha rappresentato uno dei momenti più forti: un progetto che usa la sartoria come strumento di riscatto e formazione concreta.

 

Un evento che guarda al futuro

Il Museo della Moda Napoli si conferma così hub della tradizione sartoriale, ma anche spazio di crescita per nuove generazioni. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che punta a rilanciare gli antichi mestieri, anche grazie a collaborazioni come quella con il Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo.

Partner e sostenitori

L’evento è stato realizzato grazie al supporto di istituzioni e partner, tra cui la Camera Europea dell’Alta Sartoria (CEDAS), Iuad Accademia della Moda Napoli e la Fondazione Cologni, insieme a diverse realtà del territorio.

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