mercoledì 21 novembre 2018
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‘77 Cannibale: i fumettisti della contestazione in mostra a Napoli

cannibalec05libescozNapoli Comicon presenta ‘77 Anno Cannibale, mostra che celebra il 40° anniversario di quello che è stato definito anno della contestazione. Ad ospitare, dall’8 aprile al 14 maggio, le opere dei vignettisti che hanno testimoniato la rivolta sociale del 1977 sarà il museo PAN, il Palazzo delle Arti della città partenopea. Oltre alla ricca e suggestiva carrellata di narrazioni a fumetto, prenderanno parte all’esposizione anche scritti, oggetti d’epoca, scenografie realizzate ad hoc e materiali audiovisivi forniti dalla sede RAI di Napoli.

Andrea Pazienza, Stefano Tamburini, Tanino Liberatore, Filippo Scòzzari, Massimo Mattioli, Riccardo Mannelli, Vauro.  Loro, le più celebri firme del fumetto underground italiano, tradurranno per immagini i movimenti di liberazione dall’autoritarismo, dal proibizionismo e dal sistema classista del nostro Paese. Lei, la generazione di creativi più dinamica e audace a rispolverare il linguaggio irriverente dei comics di quegli anni. Il loro tratto di matita dal taglio satirico ricorderà quella rivoluzione che mise in discussione il potere e ridiede voce agli oppressi.

cover-cannibale-liberatoreControcultura e controinformazione, queste le parole chiave di quel sussulto riformista che nel 1977 investì non solo le riviste di critica mordace come Cannibale (di cui Tamburini è fondatore) o Il Male (lanciato da Mannelli e Vauro) ma altresì cinema, televisione, stampa e teatro. Rivolte di studenti, ex studenti lavoratori, figli dei fiori, omosessuali, libertari, ex anarchici, emarginati e femministe invasero le strade reclamando spazio e attenzione. Le radio libere, nate dopo la liberalizzazione delle trasmissioni nel 1976, diffusero tale cultura alternativa e, sulla medesima scia, il rinnovamento dei palinsesti televisivi tornò ad accogliere artisti assenti da tempo: da Giorgio Gaber a Dario Fo, da Paolo Poli a Carmelo Bene.

Ed è partendo da quella scossa progressista, sinteticamente riconducibile al 1977, che la mostra finirà per coprire invero una panoramica più ampia, ovvero sino al 1980. Il progetto, infatti, individuerà e racconterà anche i momenti più salienti – dal passaggio alla televisione a colori, al punk – che hanno attraversato gli agli anni di piombo e hanno finito per influenzare l’epoca immediatamente successiva.

Antonietta Mente

Lucana di nascita, romana d'adozione. Una laurea in Giornalismo e una profonda passione per la scrittura, la lettura, la fotografia e la grafica editoriale. Feticista della parola, insaziabile curiosa, ostinatamente ed inguaribilmente alla ricerca di qualcosa. Di cosa, lo scoprirà. Nel frattempo, però, continua a cercare e si gode il viaggio.