martedì 11 dicembre 2018
Ultime notizie

Guerre Stellari e Totò: così la mostra lego Brikmania conquista Napoli

“Gioca bene”, questa la traduzione letteraria del famoso marchio di mattoncini danesi, “Lego” (leg godt) a cui a Palazzo Fondi è dedicata la mostra Brikmania per grandi e piccini nata dalla collezione Lego® di Wilmer Archiutti, che da oltre 40 anni ha fatto della sua passione una società, la LAB (Literally Addicted to Bricks).

Ad introdurre il visitatore alla mostra sarà un filmato del personaggio di Yoda del kolossal di fantascienza di Star Wars , altra grande passione di Archiutti, a cui seguirà l’esposizione dei diorami lego dedicati al celebre film di fantascienza.

Ancora, non mancheranno i classici con la statua della libertà piuttosto che la Tour Eiffel, interamente realizzati in mattoncini lego.

Ma ad attirare il visitatore all’interno del mondo Lego non c’è solo Star Wars. L’esposizione conta di diversi progetti dal mondo “motorsport”, con le più belle realizzazioni di auto che hanno fatto la storia delle quattro ruote. Ancora, l’affascinante universo dei pirati, con un intero diorama ad ambientazione marittima composto da centomila mattoncini, al cui interno si trovano pezzi rari da collezione e più di duecento minifigures.

E poteva poi mancare un omaggio alla città in cui è ospitata la mostra? Certo che no quindi in esclusiva per Napoli è esposto un ritratto di Totò realizzato con mattoncini Lego che, a fine mostra, sarà regalato alla città.

Brikmania

Un mondo di mattoncini Lego

13 ottobre 2018 – 27 gennaio 2019

Palazzo Fondi

Via Medina 24 • NAPOLI

ORARI

Da lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 20:00 (ultimo ingresso ore 19:00)

Sabato e domenica e festivi dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso ore 19:00)

www.brikmania.it – Fb @ Brikmania Napoli

 

 

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.