Se domani non torno, il film che ripercorre la storia di Giulia Cecchettin arriva nelle sale italiane a partire dal prossimo 5 novembre.
Il titolo riprende la celeberrima poesia di Cristina Torre Cáceres: «Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima», simbolo globale contro la violenza di genere.
L’opera è prodotta da Notorious Pictures e diretta da Paola Randi, che ne firma la sceneggiatura insieme a Lisa Nur Sultan. Il film presentato alla scorsa Festa del Cinema di Roma, nasce dal libro Cara Giulia scritto da Gino Cecchettin (interpretato da Filippo Timi) con Marco Franzoso, edito da Rizzoli.
È l’11 novembre del 2023 quando Giulia scompare alla vigilia della discussione della tesi di laurea all’Università di Padova. La famiglia sconcertata vive sospesa in attesa di notizie, e con loro l’opinione pubblica: un intero paese è col fiato sospeso tra la speranza di un lieto fine e la consapevolezza che qualcosa di grave è accaduto.
Non sorprende veramente scoprire che l’ex fidanzato di Giulia (interpretata da Sabrina Martina) è possessivo, geloso della sua indipendenza e dei suoi successi universitari, che non si è “rassegnato” alla fine della loro storia. Quando una donna scompare in Italia non è difficile immaginare che qualcuno vicino a lei le abbia fatto del male, non è difficile credere che qualcuno che diceva di amarla, ami solo il proprio ego. Che l’amore ancora nel 2026 sia confuso con il possesso e il controllo dei corpi.
Sarà la sorella Elena (interpretata da Tecla Bossi) a parlare di omicidio di Stato. La scelta ripresa dal film di non nominare il colpevole vuole aiutare a capire che la violenza di genere è una responsabilità collettiva frutto di una violenza sistemica, contro cui lo Stato in primis deve farsi garante.
E non solo. Senza una riflessione individuale, senza un percorso di conoscenza e studio, non riusciremo a contrastare le ingiustizie del sistema che viviamo, ancora profondamente patriarcale e sessista, di cui la violenza di genere è la punta dell’iceberg.
