sabato 13 Agosto 2022
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Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario

Pier Paolo Pasolini è stato per anni la coscienza critica di un Paese in profonda mutazione storico-politica. La sua affermazione sulla Mutazione antropologicadell’Italia rimase grido inascoltato di un poeta che da solo sfidava il potere e i suoi ingranaggi. La società dei consumi stava distruggendo la cultura, non quella tout-court, ma le varie culture particolari (soprattutto contadina) piegate e omologate da un potere edonista e spietato. Il consumismo era un’arma formidabile che aveva puntato le armi alle classi subalterne, “Ideologicamente borghesi“.

La scuola di Francoforte, Adorno e Marcuse, avevano affrontato il tema dell’uomoA una dimensione“, dell’individualismo portato all’eccesso, dell’etica dall’avere che vince su quella dell’essere. Solo con Pier Paolo Pasolini però il dominio si fa Pensiero unico e totalizzante, rendendo il poeta-scrittore un profeta vero.

La mutazione antropologica che faceva degli italiani un popolo di consumatori senza identità e senza più valori, da popolo semplice e contadino, era un cambiamento epocale che avveniva con il consenso delle classi subalterne. Un mondo diFelicità selvaggia“, cancellato per sempre per un’era di vuoto e di consumo. La televisione per Pier Paolo Pasolini era il mezzo utilizzato dal Potere per anestetizzare e condizionare coscienze. Uno strumento feroce e affascinante.

Pier Paolo Pasolini è nato più di quarant’anni fa, quando la televisione era ancora non berlusconiana e poco commerciale. Mi sono sempre chiesta cosa avrebbe pensato oggi Pier Paolo dei reality, di programmi alla De Filippi, con uomini e donne che si confrontano in salotti illuminati a giorno per dire idiozie. Cosa avrebbe detto di persone ormai vuote che si mercificano per un po’ di visibilità e una fama di pochi giorni?

Credo che anche la sua più forte invettiva gli sarebbe apparsa sterile e ogni aggettivo errato per descrivere la nostra deriva inutile. Di una cosa sono sicura però: nonostante i tentativi di renderlo innocuo nelle celebrazioni, di “Normalizzarlo Pier Paolo Pasolini, se fosse ancora tra noi saprebbe trovare il lessico e gli argomenti per attaccare questo Potere feroce e disumano.

Ancora scandaloso, ancora eretico, ancora solo.

Francesca De Grazia
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