Si è tenuto giovedì sera 28 maggio, tra le mura dell’ex refettorio dell’Atrio delle Trentatré in via Armanni, un viaggio caldo e appassionato nelle anime di Napoli. Applausi a scena aperta per le voci di ieri e di oggi e la magnetica presenza di Giovanna Sannino.

Tra le pietre cariche di silenzio e di memoria dell’antico complesso monastico, ha preso vita “Reading Partenopeo – Voci antiche e nuove di Napoli e dintorni”, l’attesissimo percorso narrativo ideato e diretto da Veria Ponticiello e Rosa Maria Testa.

Un reading tra memoria e contemporaneità

L’acustica naturale di questo spazio raccolto – quasi un miracolo architettonico – ha accolto il pubblico in un abbraccio caldo, amplificando non solo il suono, ma l’emozione pura di una città che non è solo un luogo, ma una voce che non smette mai di parlare a chi la sa ascoltare.

La serata è scivolata via liquida e avvincente, alternando pagine di letteratura immortale da Di Giacomo a Viviani, fino a toccare graffianti espressioni contemporanee di inediti. Sul leggio, la poesia che ha scolpito l’immaginario storico della sirena si è mescolata al respiro moderno di una Napoli che si rinnova ogni giorno, attingendo al caos e alla meraviglia della sua quotidianità. Le letture, intense e vibranti, sono state affidate a una squadra affiatatissima di interpreti: Laura Cascio, Luca Lombardi, Michela Elvira Pietropaolo, insieme alle stesse eclettiche direttrici artistiche Veria Ponticiello e Rosa Maria Testa.

Musica corale e interpretazioni d’autore

A tessere la trama sonora di questo viaggio antropologico e poetico è stato il Coro Polifonico dell’Università “L. Vanvitelli”. Sotto la sapiente e carismatica direzione del Maestro Carlo Forni, i coristi hanno letteralmente fatto vibrare le antiche volte. Le melodie classiche e le rielaborazioni moderne si sono incastrate alla perfezione tra i testi parlati, creando un contrappunto suggestivo che ha tenuto il pubblico col fiato sospeso.

Giovanna Sannino incanta il pubblico

Il momento di massima densità emotiva si è toccato con l’ingresso dell’ospite d’onore, l’attrice Giovanna Sannino. Con la sua presenza magnetica e la sua interpretazione fiera, della nuova generazione artistica napoletana, ha rapito la platea. La sua voce ha dato forma alle ferite, alle speranze e alla straripante vitalità della Napoli di oggi, raccogliendo un’ovazione spontanea e prolungata.

Quando l’ultima nota è svanita nell’aria, l’applauso scrosciante ha rotto l’incantesimo, trasformandosi nel brusio felice dei grandi eventi riusciti. La manifestazione si è conclusa nel modo più autenticamente partenopeo possibile: con un cocktail conviviale preparato ad hoc dagli alunni del corso Alberghiero dell’ISIS Caruso di Napoli. Tra un calice e un commento sussurrato all’orecchio, artisti e spettatori si sono ritrovati vicini, a brindare alla bellezza, alla memoria e al futuro di una città, ai suoi autori e alla sua musica che non smette mai di far sognare.

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