sabato 17 novembre 2018
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Milano: blackout per il caldo africano

Sono giorni afosi e caratterizzati da un caldo africano quelli che sta vivendo la nostra Italia. Caldo che arriva a sfiorare anche i 40 gradi e che ha fatto scattare il bollino rosso in diverse città italiane, tra queste troviamo Milano. Sono molti i rimedi utilizzati dalle persone che non sopportano il caldo afoso: non uscire nelle ore più calde della giornate, bere molta acqua e mangiare frutta, ma c’è anche chi si affida alla comodità dell’elettricità. I condizionatori, specie nei luoghi pubblici e negli uffici, sono costantemente in azione. Troppi condizionatori accesi hanno causato un blackout nella città meneghina e nell’hinterland milanese. Ottanta vie sono rimaste, durante la giornata di ieri, senza luce anche per intervalli di tempo pari a quattro ore. Persone bloccate in ascensore, condizionatori non funzionanti, situazione resa ancora più difficile dal caldo che non ha intenzione di cessare e che ha portato con se un aumento di consumi elettrici. Anche il centro del capoluogo lombardo è stato colpito dal blackout con la zona dello shopping, compresa tra Via Torino e Corso Vittorio Emanuele, senza luce per alcuni momenti. Durante la notte la situazione è tornata sotto controllo, ma non in tutte le zone. Ad esempio la Città Studi è rimasta senza corrente elettrica. Nella giornata di ieri, martedì 7 luglio, si è raggiunto il picco massimo di energia elettrica immessa nella rete di distribuzione di AZA Reti Elettriche: un aumento del 13% rispetto allo scorso anno e con un aumento di 85Mw si è arrivati a superare anche il record raggiunto nel giugno 2005. A quanto pare, però, la città di Milano dovrà fare i conti con il caldo afoso solo per la giornata di oggi, dopo si attende un abbassamento delle temperature con vento e piogge in arrivo. Un sollievo per tutti i milanesi impegnati con il proprio lavoro.

Charlotte Trombiero

Redattrice at Linkazzato.it
Nata a Varese, nel 1991, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi dell'Insubria nel dicembre 2013 con una tesi storica su Simon Wiesenthal, il cacciatore dei nazisti. Grande passione per il mondo della scrittura in generale ed, in particolare, del giornalismo e per le lingue straniere.