venerdì 16 novembre 2018
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La Juventus e le sue scelte “arbitrali”

ROME, ITALY - OCTOBER 13: FIAT FIGC on October 13, 2015 in Rome, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

In questi giorni si è tanto parlato della questione arbitri in serie A, se siano adeguati o meno, se continuano ad avere una sudditanza psicologia nei confronti della più forte o se c’è una malafede.

La Juventus è stata  al centro delle polemiche in questi giorni per l’ennesimo episodio a suo favore, un rigore dubbio fischiato a tempo scaduto per un presunto fallo di mano di Mattia De sciglio difensore del Milan nell’area bianconera. Rigore che ha consentito ai bianconeri di vincere con il risultato di 2 a 1 contro i rossoneri.

Al di là della malafede o meno, di sudditanza psicologica o quant’altro altro, c’è da tenere chiaro che la questione che la Juventus paga gli arbitri, non è più una battuta, in quanto è verissimo se pur indirettamente, i bianconeri pagano gli stipendi degli arbitri, attraverso la sponsorizzazione Fiat.  Gli arbitri sono ufficialmente dilettanti, ma guadagnano molto più di un primario ospedaliero, quasi quanto uno dei famigerati deputati.

Tante volte c’è lo siamo chiesti, allo stadio o davanti alla televisione. Al di là delle varie polemiche e i legittimi dubbi di timore reverenziale, chi  è che paga loro gli stipendi? Quanto prendono gli arbitri ? Come fanno a fare carriera?

Diciamo che la carriera degli arbitri è meritocratica o almeno dovrebbe esserlo. La loro associazione, l’AIA, manda alcuni osservatori arbitrali a visionare le partite e in base alle valutazioni riscontrate, un arbitro può fare o meno carriera e riuscire eventualmente a diventare internazionale. Ovviamente c’è una bella differenza a livello retributivo, tra un arbitro di serie A, in quanto una partita di campionato vale circa 3.800 euro e un arbitro internazionale, in quanto una partita Uefa vale circa 4.800. Questo è per quanto riguarda la parte variabile, però c’è da tener in conto la parte fissa, infatti qui il salto è notevole in quanto un arbitro internazionale prende 80.000 euro fissi mentre un arbitro di serie A 40.000 e un esordiente poco o niente.

E’ evidente che il sistema, così com’è formato incentiva l’arbitro a essere competente a qualsiasi costo: premi e valutazioni sono le principali basi della meritocrazia. Le altre basi dovrebbero essere la competenze e l’imparzialità…

I principali arbitri internazionali sono: Rizzoli, Rocchi e Tagliavento in prima fascia, a cui seguono Banti, Mazzoleni ed Orsato in seconda fascia e per finire Damato,Massa e Valeri in terza fascia. Tutti guadagnano intorno ai 200.000 annui, fra fisso e le varie partite. Quello che fa strano è che tutti abbiano anche un’altra attività, che spesso è a provvigioni. Ma c’è un altro dato che è ancora più strano, infatti molti di loro sono passati all’occhio del ciclone per i vari errori a favore delle squadre che più contano in Lega. Rizzoli, arbitro della finale mondiale, ha commesso vari errori, quasi sempre a favore della Juventus. Rocchi ne ha combinate di tutti i colori durante un Juventus-Roma di due anni fa. Ma anche Banti e Mazzoleni hanno spesso aiutato la Juventus, in questa stagione o nell’immediato passato. Senza contare gli errori di chi è in terza fascia che sono stati tantissimi.

Ma tornando alla nostra questione principale, chi paga questi stipendi? L’AIA, Associazione Italiana Arbitri è una costola della FIGC che vice grazie a sostanziosi sponsor, tra cui: Tim, Compass, Iveco e Fiat, si avete letto bene. Quindi gli arbitri sono pagati indirettamente dai soldi di casa Agnelli, che guarda caso sono anche i proprietari della Juventus. Quindi in buona parte gli stipendi degli arbitri, disegnatori arbitrali e commissari derivano dalla Famiglia Agnelli.

Insomma, la famiglia Agnelli è interessata al campionato di calcio di serie A e alla FIGC, tanto da usarlo come strumento di sponsorizzazione. Ma questo perché? E’ un settore in forte crescita, il valore della produzione della serie A è passato dai 1.874 milioni di euro ai 2,308 milioni di euro. Nonostante diminuiscano i ricavi da stadio perché la gente va sempre meno al campo, aumentano i ricavi da plusvalenze. Ciò significa che importiamo a poco ed esportiamo a molto. Chiunque leggendo questi numeri, direbbe che è un affare investire nel calcio, ma il risultato d’esercizio è sempre stato negativo, non è strano? Però questo è un altro argomento.

A tutti noi, ci hanno sempre insegnato che se lanci una monetina in aria, più volte effettui il lancio e più il risultato si avvicinerà a un 50/50 fra testa e croce. Ci viene sempre più spesso detto che gli errori arbitrali si compensano. Ma i conti poi non li fa mai nessuno.

Ma quello che ormai si chiedono in tanti, perché l’AIA rimane sotto la FIGC e riceve compensi dagli sponsor istituzionali quando si potrebbe fare una semplice riforma per riportare nei giusti binari una parte di calcio che va sempre più a rotoli, infatti gli arbitraggi italiani peggiorano di anno in anno.

Tim, Compass, Fiat sponsorizzano la FIGC, i proventi vanno in parti uguali alle squadre e queste pagano in parti uguali il costo degli arbitraggi. Non è più semplice se ogni squadra di serie A paga la stessa somma per gli arbitraggi come fa per i propri tesserati. Così facendo si otterrebbe un sistema più equilibrato, però pare non importare a nessuno questo discorso, in quanto gli interessi sono tanti e il nostro campionato italiano è sempre più corrotto e comandato dai poteri forti…

Mario Ruggiero

Mi chiamo Mario Ruggiero, ho 24 anni, sono dottore in Scienze della Comunicazione. Amo far sentire la mia voce scrivendo, proprio per questo motivo ho deciso di farmi sentire tramite Linkazzato.it, in quanto giornale online molto innovativo che non ha alcuna sudditanza psicologica verso i poteri forti.