lunedì 19 novembre 2018
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Il saluto di Napoli Ad Aldo Ciccolini

ciccolini2_def©-Bernard-MarSi è spento a 89 anni Aldo Ciccolini, nella sua casa di Parigi. Pianista napoletano naturalizzato francese, conosciuto prevalentemente per la promozione e la conoscenza delle musiche per pianoforte dei compositori francesi, come Maurice Ravel e Claude Debussy, e conosciuto per le centinaia di registrazioni per pianoforte, tra cui le sonate di Mozart, Beethoven e i Notturni di Chopin.

La notizia ha profondamente scosso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dove l’artista napoletano aveva precocemente iniziato gli studi, all’età di nove anni; e dove era stato l’ultima volta nel dicembre del 2012 per ricevere il riconoscimento alla Prima edizione del Premio San Pietro a Majella, voluto dal direttore Elsa Evangelista per sottolineare il rapporto dell’Istituto con artisti prestigiosi che hanno portato nel mondo il nome del Conservatorio e della musica napoletana. E lo stesso direttore ricorda Ciccolini con queste parole: “Era uno dei più grandi interpreti del Novecento, secolo che ha attraversato da protagonista assoluto, lasciando una testimonianza di impegno che per noi resta una lezione vivente”, ricorda il direttore Evangelista.

Partendo dagli anni di studio al Conservatorio di Napoli, Ciccolini ha affermato la sua personalità internazionale senza mai dimenticare il rapporto con la sua città e con il suo Conservatorio, come ha dimostrato con la visita del 2012, quando ha accettato di venire a ricevere il primo Premio San Pietro a Majella”
Anche il primo cittadino De Magistris ha espresso il dolore per una perdita che priva Napoli di un suo degno figlio: “Esprimo il profondo cordoglio mio personale e della città di Napoli per la morte di Aldo Ciccolini, pianista, grandissimo maestro, napoletano, formatosi da bambino ed adolescente nel nostro splendido Conservatorio di San Pietro a Majella, esordendo al Teatro San Carlo di Napoli ad appena sedici anni. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, nonché di ascoltare incantato suoi concerti. Ha avuta una carriera immensa, la sua arte musicale lo ha reso uno dei più grandi autori internazionali contemporanei, la sua musica rimarrà per sempre”.

Antonio Tarallo

Classe 1988, studente a tempo indeterminato. Amante della poesia e della narrativa. Studioso di lingua italiana e appassionato del processo storico sull’evoluzione della Lingua e dei dialetti d’Italia.
Vincitore di decine di concorsi letterari su tutto il territorio nazionale e presente in diverse antologie di poesia e narrativa contemporanea.
Sognava di diventare uno dei due, indifferentemente, tra Woodward e Bernstein ma poi si è ricordato che in Italia non c’era alcun presidente Nixon.