venerdì 2 Agosto 2019
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“Haiku sull’ albero del prugno” al Teatro Galleria Toledo di Mujah Maraini

 

 

Ieri 22 gennaio alle ore 20 e 30 è stato proiettato al Teatro Galleria Toledo il film ” Haiku sull’ albero del prugno” ( Haiku on a plumb tree) in inglese con sottotitoli in italiano, con la regia di Mujah Maraini Melehi, la colonna sonora di Ryuichi Sakamoto e la produzione a cura di Iterlinea Film.

Haiku sull’ albero del prugno è un lungometraggio su uno spaccato di una famiglia, quella Maraini, di grandissimo spessore culturale, formata da intellettuali e scrittori (come la celebre Dacia) sugli anni di prigionia in Giappone durante il secondo conflitto mondiale.

A Tokio nel 1943 l’ antropologo italiano Fosco Maraini e sua moglie Topazia Alliata rifiutano di firmare e di aderire alla neonata Repubblica di Salò fondata da Mussolini su ordine del Terzo Reich. A seguito di questa scelta i Maraini e le loro tre figlie ( Dacia, Yuki e Toni) vengono deportati in un campo di prigionia a Nagoya. Mujah, figlia di Toni, a distanza di tanti anni, si reca in Giappone per ripercorrere la drammatica esperienza della sua famiglia visitando luoghi e raccogliendo testimonianze.

Attraverso il film-documento Mujha Maraini rilegge le vicende dei nonni Fosco e Topazia che giunti in Giappone nel 1938 furono deportati nel 43 e rilasciati 2 anni dopo con la resa del Giappone.

Questo film è un frammento di storia collettiva e non solo dei Maraini, basato sul racconto di Topazia (scomparsa nel novembre del 2015 a 102 anni) e del diario che la protagonista custodì segretamente durante gli anni di reclusione.

Nel film Topazia racconta i duri anni di prigionia nel campo di concentramento di Nagoya, nel documentario c’è anche la testimonianza della primogenita Dacia divenuta poi scrittrice di successo.

Il film si apre con un haiku, cioè una breve poesia giapponese di poche righe: ” Rivedersi, ripensarsi, ritrovarsi. La mia invidiabile memoria. La sola cosa che ho dimenticato è il dolore”. La regista Mujah Maraini  sottolinea l’ importanza di difendere la propria ideologia al di là delle conseguenze, la sua famiglia, di grande rilevanza nell’ ambito intellettuale, ne è un esempio e ci insegna a difendere la libertà: quella di scelta, oltre le intimidazioni e le prevaricazioni oltre i dubbi e le paure soprattutto nei momenti importanti nella storia dell’ umanità superando il dolore dell’ esperienza individuale.

Mujah ci invita a difendere i nostri valori anche a costo della vita in un film di rara intensità e di alti valori morali il tutto impreziosito dalla colonna sonora del Premio Oscar Ryuichi Sakamoto che fa da sfondo alla voce e alle testimonianze dei protagonisti. A rendere più intensa la narrazione sono state le scenografie di Basil Twist ispirate al teatro di schermi dougaeshi.

Pietro Capasso

Pietro Capasso ,nato a Napoli nel 1985, si è
laureato in lingue e culture dell'Asia e dell' Africa presso l' Orientale di Napoli,
Esecutore di musica classica e pittore amatoriale.
Ha pubblicato alcune poesie raccolte nel quaderno di scrittura creativa presso l' ex OPG di Napoli