sabato 6 Giugno 2020
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“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

Figura di indubbia importanza nel panorama letterario internazionale e padre della lingua italiana, Dante Alighieri inaugurava il suo viaggio ultraterreno nell’aldilà il 25 marzo del 1300, omaggiandolo nel suo capolavoro: la Divina Commedia; non è dunque un caso che nella stessa data si celebri il “Dantedì“, una giornata in ricordo del Sommo Poeta. Il termine è stato forgiato dal linguista Francesco Sabatini, che in accordo con il Governo ed il Ministero per i beni e le attività culturali ha permesso di perpetrare la memoria di Dante.

Il 25 marzo si svolge la prima, solenne edizione del Dantedì in forma digitale, come ha affermato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

“I progetti sono divenuti virtuali in seguito all’annuncio del Governo, risalente allo scorso 17 gennaio, di voler fissare una data di inizio per questa giornata”. Emblematica la necessità di riportare il mondo all’antico spessore culturale mediante una lettura soggettiva prima e collettiva poi, abbracciando (almeno intellettualmente, dati i tempi che corrono) scuole e studenti; a contendersi la partecipazione sono stati chiamati anche “Il Corriere della Sera“, la Rai ed altre accademie da cui il progetto ha avuto origine.

Dante è fonte di sapere, sete di conoscenza, eterna effige del Paese, rivela Franceschini.

Tramite la piattaforma Youtube del Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali) e su corriere.it sarà possibile visionare un filmato realizzato proprio per il Dantedì. Dalle ore 12 gli italiani potranno sentir riecheggiare la bellezza delle terzine della Commedia. Tutti coloro che lo desiderano potranno nutrirsi di cultura in formato analogico anche tramite gli hashtag #Dantedì e #IoleggoDante.

L’Associazione degli Italianisti, in collaborazione con la sezione didattica Adi- SD (Associazione degli italianisti italiani) ed il Gruppo Dante, alle 12 ed alle 15 prevede la lettura virtuale, in accordo con Mibact ed il Ministero dell’Istruzione, del canto XXVI dell’Inferno, congiuntamente alle scuole superiori: le Male Bolge, le parole di Ulisse peccatore di ὕβϱις; a tal proposito i Musei San Domenico di Forlì hanno organizzato un video su Youtube dedicato alla mostra “Ulisse. L’arte e il mito”. Sul sito dante.it è invece reperibile il materiale didattico rivolto al progetto “Perché Dante è Dante?“. All’iniziativa hanno aderito le università di varie città, tra cui la Federico II di Napoli, la Sapienza di Roma, l’Università di Bologna e l’Università di Sassari. Immancabile la partecipazione della Fondazione Pordenone legge, che dalle 12,30 alle 15 ed alle 17 diffonderà in rete le videolezioni dei dantisti Casadei, Ledda, e della poetessa e scrittrice Laura Pugno.

Analogamente agirà il Centro per il libro e la lettura. L’Accademia della Crusca esorterà ad un flashmob dalla propria finestra alle 18 al fine di leggere l’introduzione della Commedia, mentre su Youtube avverrà la lettura tra oltre cinquanta personalità di spicco del mondo della cultura e dello spettacolo. La società Dante Alighieri incentiverà a vincere la reclusione forzata leggendo, sempre alle 18, alla finestra due terzine del canto di Paolo e Francesca; tra i partecipanti il critico d’arte Claudio Strinati, il poeta Rondoni, il critico Giulio Ferroni e lo scrittore Gianrico Carofiglio.

Al timone del progetto non poteva non esserci l’estimatore di Dante per eccellenza, Roberto Benigni, la cui lettura dei passi della Commedia verrà seguita dalle più note reti televisive; queste ultime manderanno in onda, con l’iniziativa Dante per un giorno, letture d’archivio tenute in passato da attori del calibro di Vittorio Gassman. Infine, Samantha Cristoforetti si cimenterà in una sorprendente interpretazione della Commedia, mentre la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia sottoporrà all’attenzione del pubblico alcuni manoscritti dalle 12 alle 20 sulla pagina Facebook della Soprintendenza stessa.

Non resta che preparare le valige e dare inizio a questo indimenticabile viaggio virtuale.

Francesca De Grazia

Una "buona" coscienza vale più di un chierichetto o di cento beghine.
Bisogna saper smascherare i falsi profeti e respingere le loro parole vuote e lontane: credere in se stessi e alla propria storia, evitare i segnali e le indicazioni, prendersi il gusto di fare l'amore quando si ha voglia, senza temere un inferno sotto il letto, e di avere paura quando si sente senza vergognarsi di essere "santi" o eroi.
E' quello che gli ipocriti chiamano mediocrità la vera grandezza.
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