mercoledì 14 novembre 2018
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Buona scuola: le grandi “linee” del decreto

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La buona scuola: benvenuta o no? E’ stato approvato il decreto di materia scolastica che prevede numerose modifiche in merito allo stipendio dei docenti, alle materie di insegnamento, l’assunzione di 100mila precari, l’introduzione di incentivi per professori dalla migliore condotta. Il premier ha pensato bene di pubblicare sul sito del Ministero dell’istruzione delle (slideshttp://www.slideshare.net/Palazzo_Chigi/buona-scuolaslideconf12marzo-tr) in cui si riduce all’osso la sostanza del provvedimento. Ecco i punti principali del dl:

1. Anzianità Il primo prevede di lasciare inalterato un aspetto della scuola odierna: quello della richiesta di anzianità.

2. Chi assumere Il secondo punto prevede la rapida assunzione di 100 mila precari della scuola attingendo alle cosiddette graduatorie ad esaurimento. Persone laureate, professionisti in lista d’attesa da anni. E tutti gli altri? Annullato il Tfa, sarà fissato un nuovo bando di concorso per i futuri insegnanti.

3. Preside-allenatore (padrone?) Ogni scuola o istituto dovrà istituire un piano della progettualità circa le esigenze scolastiche e l’offerta formativa proposta ai futuri studenti. Questo piano poi dovrà essere approvato dagli uffici ministeriali e solo dopo un’eventuale lasciapassare il preside della scuola in questione avrà diritto di scegliere un team di insegnanti, ognuno dei quali adempie ad un ruolo o progetto specifico (per esempio quelli europei o che favoriscano il connubio scuola-lavoro). Con questo punto Renzi da’ totale fiducia ai presidi, che acquisiscono un potere quasi illimitato nella scelta di docenti, nella selezione dei progetti o iniziative alle quali aderire. Un preside-allenatore che attinga ad un albo per formare la sua squadra d’azione. Non ci si rifà più solo alle graduatorie provinciali per comporre il corpo docente ma si ha la possibilità di scegliere tra coloro che fanno già parte dell’organico. Una domanda sorge spontanea: quale criterio sarà adottato dal dirigente scolastico per attribuire il merito ad un laureato piuttosto che ad un altro? Andrà in base al curriculum vitae? Alle esperienze? Per istinto o…? Il dl non spiega il come ma solo il “che”.

4. Curriculum vitae online Verranno pubblicati online i curricula dei futuri insegnanti, candidati alla “selezione interna” per aggiudicarsi un posto in cattedra. Bene, secondo Renzi la pubblicazione in rete garantisce maggiore trasparenza del procedimento di selezione e scelta dei candidati. Ma chi certificherà che le procedura venga sempre rispettata?

5. Via le classi-pollaio Non ci saranno più classi composte da un  numero sovrabbondante di studenti.

6. Formazione docenti Avverrà nella scuola e sarà sotto il controllo del dirigente

7. Supplenze Lo scopo di Renzi è abolire il sistema delle supplenze già dal prossimo 1 settembre. Come? Per i primi tempi si continuerà ad attingere anche alle graduatorie d’istituto solo perché non tutte le classi di concorso sono presenti nelle graduatorie ad esaurimento. Via via tenderanno a scomparire del tutto.

8. Tempo pieno L’orario scolastico verrà esteso fino al pomeriggio

9. Meritocrazia Viene riconosciuto dal dirigente scolastico che ha una discrezione anche riguardo la modalità di assegnazione del merito agli insegnanti. Sono messi a disposizione circa 200 milioni di euro a partire dal 2016.

10. La Carta del Prof. Ogni professore riceverà, per il primo anno, 500 euro spendibili esclusivamente in libri, biglietti teatrali, cinema, attività culturali di ogni genere.

11. School bonus Un bonus riconosciuto a quelle imprese, privati, cittadini, associazioni: chiunque intenda investire nella scuola.

12. 5 per mille alla scuola Si potrà, nella dichiarazione dei redditi, versare quel 5 per mille a favore della scuola pubblica.

E’ questa la strada giusta per costruire #labuonascuola? O è l’ennesima favoletta descritta con quattro slide dal contenuto sommario e dai colori assuefacenti? La scuola non è un’azienda, né in vendita. Ma questo decreto sembra ridurla ad un padronato in cui il preside è l’unico ad avere voce in capitolo.

Donatella Conte

Studentessa di Lettere, aspirante scrittrice. Amo i libri, il cinema neorealista, Vittorio De Sica, odio le ipocrisie ed il qualunquismo. Chi sono? Una ragazza che per salvarsi sceglie di non andarsene ma di scrivere, perché la scrittura può smuovere menti ottuse e scoprire lascive bugie che la società ancora ci racconta. Citando Roberto Saviano: ”La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria -forse unica per me- possibilità d'incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.” Scrivere per me è vivere, impossibile stare senza.