giovedì 9 Luglio 2020
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Bentornati a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso.

La lieta novella è giunta: lunedì 6 luglio, dopo una lunga assenza imposta dal Covid-19, le porte del Teatro alla Scala saranno spalancate al pubblico; gli amanti della lirica, del balletto e dei concerti classici potranno finalmente tornare a beneficiarne. In attesa della ripresa della programmazione in autunno con la Messa da Requiem diretta dal M° Riccardo Chailly, il Teatro risorge dalle ceneri «passo dopo passo». Dopo la riapertura del Museo Teatrale lo scorso 20 giugno ed i concerti tenuti dalla Filarmonica nei cortili della città nel fine settimana scorso, le prime esibizioni si svolgeranno lunedì 6, mercoledì 8, lunedì 13 e mercoledì 15 luglio. L’ordinanza della Regione Lombardia dello scorso 12 giugno ha attuato un nuovo protocollo per accogliere nel rispetto delle norme di sicurezza fino a 600 spettatori. I primi due concerti presentano sul palcoscenico alcune delle voci più apprezzate dal pubblico scaligero insieme a grandi strumentisti: lunedì 6 luglio con il baritono Luca Salsi, già protagonista di due inaugurazioni («Andrea Chénier» e «Tosca») ci sarà la pianista Beatrice Rana, il cui ultimo CD per Warner ha vinto il Diapason d’Or 2019 dando prova ancora una volta della sua memorabile carriera, nota in ogni parte del mondo. Nell’estate 2020 Beatrice Rana conferma il suo Festival Classiche Forme a Lecce, la sua città natale. Al loro fianco il grande violoncellista Mischa Maisky, che manca dalla Scala dal 2012. Il programma includerà i Sonetti del Petrarca di Franz List, arie di opere liriche ed estratti da camera per i due strumentisti. Mercoledì 8 luglio un altro pilastro delle prime alla Scala, Francesco Meli, che dal 2004 ad oggi ha interpretato sei componimenti di Verdi oltre a Mozart, Donizetti e Puccini; egli dividerà il palcoscenico con il soprano Federica Lombardi, la quale a seguito degli studi in Accademia ha ricevuto il plauso alla Scala come Musetta e soprattutto come Anna Bolena, avviandosi verso una brillante carriera internazionale che proprio nelle scorse settimane avrebbe dovuto vederla protagonista alla Scala de «L’amore dei tre re» di Montemezzi e nelle prossime a Salisburgo come Donna Elvira diretta da Currentzis. Con loro l’étoile del violino Patricia Kopatchinskaja, tra le figure più emblematiche del panorama concertistico, con un repertorio che spazia dal barocco al Novecento storico e alla musica contemporanea.

Shakespeare riteneva che tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: non resta dunque che augurare buona fortuna e godersi gli spettacoli.

Francesca De Grazia

Una "buona" coscienza vale più di un chierichetto o di cento beghine.
Bisogna saper smascherare i falsi profeti e respingere le loro parole vuote e lontane: credere in se stessi e alla propria storia, evitare i segnali e le indicazioni, prendersi il gusto di fare l'amore quando si ha voglia, senza temere un inferno sotto il letto, e di avere paura quando si sente senza vergognarsi di essere "santi" o eroi.
E' quello che gli ipocriti chiamano mediocrità la vera grandezza.
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