domenica 18 novembre 2018
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“Titanic”, il Fascino di una “legenda”

Quando una mostra non solo conquista milioni di visitatori in tutto il mondo, ma riesce anche a donare delle emozioni così intese da renderne indelebile il ricordo, allora, definirla “riuscita” è davvero molto poco.

 E’ il caso del “Titanic“, la cui mostra è stata inaugurata a Torino lo scorso 18 marzo e prorogata fino al 21 luglio 2017, nella Promotrice delle Belle Arti di Torino, era suddivisa in una ventina di Sale espositive, l’ingresso era garantito dalle ore 10 alle ore 19 di ogni giorno settimanale, il costo del biglietto era di Euro 17.50

Colpiscono i loro volti, gli oggetti personali e quelli di uso comune, scarpe che raccontano i sacrifici di una vita, monili impreziositi da bizzarri “portafortuna”, e poi i resti della stessa nave che nel farsi ricordare, rompe quel muro di ghiaccio e riscalda il cuore.

L’immensa reggia galleggiante con tutto il suo carico di ricordi dolci e strazianti, ripercorre ogni momento della sua storia, dai fasti alla tragedia, mostrandosi austera, ma anche disperatamente impotente al cospetto di un crudele destino, reso noto grazie anche all’omonimo film uscito nel 1997, diretto da James Cameron.

Sono rimasti tutti là i sogni dei suoi passeggeri evocati da una miriade di oggetti consumati dall’acqua gelida dell’oceano. Per recuperarli sono servite otto spedizioni speciali sul fondo a partire dal 1987 fino al 2010.

Inoltrandosi dalla prima all’ultima sala, sembra proprio di essere saliti a bordo. La musica, l’atmosfera, ogni oggetto esposto ridona vita ad anime desiderose di rivivere. Tutti nel cuore avevano una ragione per salire  su quella nave fiabesca progettata nei minimi dettagli  allo scopo di rappresentare la massima espressione tecnologica della “bella epoque”.

Dal varo alla tragedia trascorse poco più di un anno. In quella notte del 14 Aprile del 1912 il “Titanic” ed i suoi passeggeri divennero leggenda, al prezzo di una morte terribile, gelida, tanto quanto quell’iceberg assassino.

 

Alberto de Munck

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.