martedì 18 dicembre 2018
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“Ma l’occupazione a scuola ha ancora un senso?”

Le continue manifestazioni degli studenti che sono l’evidente conseguenza del malcontento nelle scuole sfociano spesso nella scelta dell’occupazione delle strutture scolastiche .

Ma cosa sono le occupazioni scolastiche? Si tratta di un’azione di protesta, volta in genere ad ottenere il riconoscimento di qualche richiesta,o un qualche cambiamento interno alla scuola.

Il 24 gennaio 1966 avvenne a Trento la prima occupazione di un’università italiana ad opera degli studenti che si insediarono all’interno della facoltà di Sociologia.

 I reati collegabili all’azione dell’occupazione scolastica sono due: ”invasione di terreni o edifici” e il più noto “interruzione di pubblico servizio’”. Per quanto riguarda il primo,si ha reato quando qualcuno ”invade” arbitrariamente al fine di occuparne o trarne profitto. A prima vista gli studenti potrebbero essere ritenuti colpevoli, ma i tribunali su questo si sono già puntualmente espressi: gli studenti non sono ”invasori” della scuola, non vengono ”da fuori” il sistema scolastico, ma anzi ”abitano già la scuola”.

Il reato d’invasione secondo una sentenza del 2000, dichiara che questa infrazione non sussiste per l’occupazione.

I motivi di ieri, come nel periodo del Sessantotto dove i giovani protestavano contro il piano di studi e lo statuto (entrambi erano in fase di elaborazione) e proponevano stesure alternative, non si allontanano dalle motivazioni che muovono la protesta dei giovani d’oggi.

Il loro manifestare però si basa su un cattivo rapporto studente\scuola…lo studente usa i comuni metodi per opporsi alla scuola e alle istituzioni come una scusa per evitare le lezioni, una sorta di pigrizia che tenderà a rovinare la loro formazione.

La scuola è un’istituzione destinata all’educazione, all’istruzione di studenti e allievi sotto la guida di varie tipologie di figure professionali appartenenti al settore dei lavoratori della conoscenza, un’istituzione che andrebbe difesa e in un certo senso migliorata e non deve essere vista come un nemico.

 

Di Alessandra Viola e Luigi Benedetti

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.