giovedì 9 Luglio 2020
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Riparte la Champions League

Champions League 2019/2020

Apre i battenti il calcio europeo. Le squadre italiane si presentano al termine della prima partita del rispettivo girone di Champions con una vittoria, due pareggi ed una sconfitta. Ma andiamo con ordine.

Napoli stellare

Martedì 17 settembre, allo stadio San Paolo, San Gennaro anticipa il suo miracolo. Gli azzurri di Ancelotti infliggono una sconfitta, 2 a 0, ai Reds di Klopp, detentori del massimo titolo europeo. Una partita, quella del Napoli, tatticamente perfetta dove tutti i reparti hanno risposto a dovere.

Sulla fascia sinistra uno strepitoso Mario Rui si rivela fondamentale nell’assorbire le azioni offensive del Liverpool. La difesa ritrova il KK dei bei tempi che neutralizza le manovre insidiose degli inglesi; a centrocampo Allan e compagni si oppongono alle discese di Salah e Firmino ed infine l’attacco non delude. Un match di studio fino all’80’, poi scattano i 10 minuti azzurri che decidono la partita. Callejon si procura, con un po’ di mestiere, un penalty all’82’ che “Ciro” Mertens prontamente realizza. Il coraggio si impossessa dell’armata azzurra che allo scadere, 90’ + 2, trova il raddoppio con lo spagnolo Llorente, ormai pienamente inglobato nel gioco del mister.

Grande serata per un Napoli che riesce ad esaltare le caratteristiche dei propri uomini cogliendo ogni opportunità concessa degli ospiti. Questa volta Ancelotti è riuscito ad infondere la giusta mentalità alla squadra, tale da permetterle di controllare i momenti chiave della partita perché il Napoli, potenzialmente letale, è anche incline al rischio in ogni momento.

Chissà, forse sarà scritto da qualche parte che l’allenatore tedesco è destinato a soccombere al San Paolo, diventato per la terza volta la bestia nera di Klopp, ma l’ottima prova del club partenopeo non lascia dubbi sulle scelte e strategie utilizzate da Ancelotti.

Juventus sciupona

Al Wanda Metropolitano di Madrid, mercoledì 18 settembre, serata d’esordio Champions per la Juventus con Mr. Sarri in panchina. La maglia che indossano i suoi ragazzi, per questa partita, è di un azzurro intenso che ricorda molto iI colore della ex squadra di Sarri. Che sia un fatto cromatico? Che l’ex comandante riesca a concentrarsi solo sul colore azzurro o giù di lì (vedi Napoli, Chelsea e Empoli)? In ambiente opposto, i giocatori prima e la tifoseria poi, non avrebbero di certo tollerato una casacca a strisce non colorata. Fatto sta che dopo il 2 a 0 rifilato all’Atletico, la magia della maglia svanisce e la squadra del Cholo Simeone ricambia con altrettanti palloni.

I bianconeri avanti di due gol, di Cuadrado e Matuidi, si fanno rimontare su due palle inattive. Il pareggio lascia più di un rimpianto alla luce del doppio vantaggio sciupato nel finale. Al 94’ Ronaldo infiamma le speranze degli ospiti con un tiro che esce di pochissimo. Fosse entrato sarebbe stata un’altra storia.

L’Inter si scusa

Ancora una volta l’Inter dimostra di essere pazza come recita il suo inno.
All’esordio Champions in casa finisce, con lo Slavia Praga, 1 a 1 con un gol di
Barella nel recupero. Un pareggio acciuffato al 92’ contro la meno forte delle
squadre del girone. Un’Inter irriconoscibile rispetto quella vista finora in
campionato, tanto che, a fine gara, sono arrivate le scuse di Conte per la
prestazione decisamente sottotono. Una partita in cui i nerazzurri hanno
faticato a trovare spazi, idee e gioco. Ora li aspetta la trasferta a
Barcellona e poi il Borussia Dortmund.

Debutto amaro per l’Atalanta

Esordio molto doloroso per l’Atalanta che, per la prima volta in Champions,
a Zagabria subisce 4 reti. I bergamaschi pagano forse l’ansia del debutto e la
prestanza dei calciatori della Dinamo Zagabria che dominano l’incontro,
chiudendo il primo tempo in vantaggio 3 a 0 con gol di Leovac e doppietta di
Orsic. L’Atalanta non riesce a reagire, sembra impacciata e tecnicamente
sbaglia tutto, evidentemente per la troppa emozione di una gara così
importante. Nel secondo tempo gioca meglio la Dea ma i padroni di casa passano
ancora con un’altra rete dell’attaccante croato. Gara da archiviare e testa al
prossimo turno.

Rosa Maria Testa

Appassionata del Napoli e della città. Laureata in Giurisprudenza, lavoro presso l'Università "L. Vanvitelli" ma amo confrontarmi con nuove sfide: se lo pensi, lo puoi fare.
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