venerdì 16 novembre 2018
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“Pisci ‘e paranza”, una divertente disperazione umana

Andrea Avagliano, Serena Lauro Fiorenzo, Madonna, Ilaria Cecere e Luca Sangiovanni sono i “Pisci ‘e paranza” di Mario De Masi. Sono quei piccoli pesci che si affollano attorno alle molliche di pane gettate in acqua, per poi sparire all’istante quando il cibo è finito.

La perdita dell’ultimo autobus per tornare a casa è l’occasione per Eva e Perfidio, i “cafoni” delle campagne, venuti in città alla ricerca di un lavoro per incontrare O’ Sciacallo con la sua fidanzata Sonia e Antonio, suo fratello affetto da un ritardo mentale.

Lo spazio scenico diventa letteralmente un campo di battaglia in cui si scontrano e s’incontrano “cittadini” e “paesani”. Il corpo dei personaggi diventa il luogo privilegiato in cui si formano le due fazioni. Schierati nei momenti di scontro e mescolati nei momenti di solidarietà. La stessa lingua viene utilizzata diversamente dai cafoni e dalle persone di città, nonostante il dialetto napoletano resti sostrato linguistico comune.

Uno spettacolo, quindi, costruito sul dialetto e sulla gestualità napoletana che, privilegia uno spettatore madrelingua. Unico lusso concesso alla scena è un gioco elettronico di Antonio, fonte di una fastidiosa musichetta polifonica che dà il giusto sottofondo allo straniamento vissuto dai personaggi.

L’assenza di una scenografia moltiplica il gioco di fantasia. Per il trio che vive alla giornata, la strada diventa una vera e propria casa e in quanto tale, possono decidere se i cafoni possono o non possono restare.
Il pubblico invece, può riempire quello spazio con qualunque cosa. E lo fa con le risate che sfiorano più volte durante la messa in scena le orecchie degli attori, ma anche con l’incredulità e l’amarezza di un finale che ha l’insensatezza di un gioco infantile e che si schianta violentemente al suolo.

“Pisci ‘e paranza” è costruito con una squarciante ironia che racconta il mondo dei morti di fame, di chi vive alla giornata parcheggiando macchine e pulendo bagni pubblici, l’universo di chi vive e muore per strada.
Uno spettacolo intelligente e divertente che ha ricevuto la Segnalazione Speciale a Premio Scenario 2015 e che resterà in scena al teatro Piccolo Bellini fino a domenica 9 aprile.

Imma Amitrano

Ho 24 anni e mi piace scrivere da quando ho imparato a farlo. Dopo essermi diplomata al liceo classico di Castellammare di Stabia mi sono trasferita a Roma dove mi sono laureata in Lettere Moderne all’Università La Sapienza, ho continuato il mio percorso formativo all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico conseguendo un master in critica giornalistica. I miei interessi sono rivolti al mondo della cultura e dello spettacolo, con una particolare predilezione per il teatro perché credo che il palcoscenico sia una lente privilegiata attraverso cui guardare la realtà.
Amo gli animali e sono vegana, adoro la letteratura e l’archeologia, il mare d’inverno e i vecchi film in bianco e nero.