giovedì 3 Dicembre 2020
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Novità per il Decreto Rilancio: bonus affitti, contributo a fondo perduto e bonus motorini

Il Governo continua a sfornare emendamenti al Decreto Rilancio, con l’intenzione di procedere a correzioni in itinere a problematiche a cui non aveva inizialmente pensato.

Uno di questi è il bonus affitti, disciplinato all’articolo 28 del decreto Rilancio, in base al quale si può beneficiare di un credito di imposta  pari al 60% del canone versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio se si è:

  • soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio (2019 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare).
  • strutture alberghiere  indipendentemente dal volume di affari registrato
  • enti non commerciali, compresi gli Enti del terzo settore
  • enti religiosi civilmente riconosciuti.

Questo credito di imposta è stato, altresì, disciplinato dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E del 2020, che ha chiarito che sono inclusi i soggetti in regime forfetario e gli imprenditori e le imprese agricole, sia che determinino per regime naturale il reddito su base catastale, sia quelle che producono reddito d’impresa.

Chiariti i requisiti per accedere a detto bonus, vediamo ora qual è la conditio sine qua non prevista per potervi beneficiare, solo una: che il canone sia stato integralmente corrisposto e in caso di mancato pagamento la possibilità di utilizzare il credito d’imposta resta sospesa fino al momento del versamento.

Ma perché è stato necessario intervenire con uno specifico emendamento su questa materia?  Semplicemente perché, per gli inquilini che esercitano attività economica, il diritto al beneficio matura solo se, nel mese di riferimento (marzo/aprile/maggio), abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente, quindi rispetto al 2019.

Il calo del fatturato o dei corrispettivi deve essere verificato mese per mese. Può verificarsi quindi che il credito d’imposta spetti solo per uno dei tre mesi.

E quindi, le imprese che erano state costrette alla chiusura o avevano avuto un calo nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, ma avendo iniziato l’attività nel 2019 (magari a giugno) non avevano un parametro del 2019 a cui riferirsi erano escluse dal beneficio?

Ecco la necessità dell’intervento correttivo: le modifiche si sono estese all’ambito soggettivo di applicazione del bonus eliminando il vincolo di dimostrare la diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nei mesi di marzo, aprile e maggio del 2020 di almeno il 50% rispetto agli stessi mesi del 2019.per le imprese che hanno avviato attività nel 2019.

Per quanto riguarda il contributo a fondo perduto, previsto dall’art..25 del Decreto Rilancio, questo beneficio è stato allargato alle imprese del settore ricreativo, dell’intrattenimento, dell’organizzazione di feste e matrimoni, prevedendo uno stanziamento ad hoc di 5 milioni di euro, ed altri 5 milioni sono stati destinati alle imprese dell’industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale, con particolare riguardo alle start up che investono nel design e nella creazione, e per promuovere giovani talenti del settore del tessile, della moda e degli accessori che valorizzano prodotti Made in Italy di alto contenuto artistico e creativo

Infine per il cd. bonus motorini, quale incentivo per l’acquisto di moto e scooter elettrici, inizialmente subordinato alla rottamazione di un veicolo della categoria L omologato alle classi Euro 0,1, 2 o 3 ovvero oggetto di ritargatura, con un contributo pari al 30% del prezzo di listino, fino a un massimo di 3000 euro (IVA esclusa), è stato eliminato l’obbligo di rottamazione e il bonus viene differenziato: sale a 4.000 euro nel caso di rottamazione, mentre viene confermato a 3.000 euro se non c’è rottamazione.

Ma questi sono solo gli emendamenti di ieri  29 giugno e il Parlamento ha tempo fino al 18 luglio per l’approvazione del decreto. Sicuramente ci saranno altre modifiche.

TO BE CONTINUED

francesco carbone

STUDIO LEGALE at www.francescocarbone.tk
Avvocato Cassazionista, titolare dell’omonimo Studio Legale, docente di materie giuridiche ed economiche. Diplomato al Conservatorio di Musica di Napoli in Pianoforte e Composizione
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