sabato 6 Giugno 2020
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OLTRE IL MURO: IN MOSTRA A PALAZZO ZEVALLOS LA BERLINO LIBERA

Napoli oltre la caduta del muro di Berlino: a dar voce alla storia una mostra nella suggestiva cornice del Palazzo Zevallos Stigliano, totalmente gratuita, intitolata “Berlin 1989”.

Una mostra che racconta dei trent’anni del Muro e di coloro che ancora prima di abbatterlo l’hanno valicato con il proprio grido di ribellione. Solo ciò che è trascorso o mutato o scomparso ci rivela il proprio volto reale. Mai frase fu più adatta per descrivere lo stato d’animo di una generazione che ha continuato a credere nel trionfo dell’indipendenza.

A quasi trent’anni dall’evento che ha segnato un’epoca, la città partenopea si tinge di memorabili pennellate e stucchevoli elaborazioni pittoriche, raffigurative, emblematiche del patrimonio culturale tedesco del dopoguerra.

I “Nuovi Selvaggi” dominano le pareti di Palazzo Zevallos, con l’intento di evocare il coraggio e la libertà, riecheggia imponente il richiamo all’epoca primitiva, il senso del grottesco e del minimalismo simbolico, oltre alla gestualità, comune denominatore di quasi tutti i quadri presenti all’interno della Galleria.

Vicino o distante che fosse, la presenza del Muro risulta imprescindibile: la ritroviamo in ogni opera, nel cuore di tutti coloro che hanno cercato nell’indipendenza una chiave di volta universale, nell’audacia di chi ha lottato per non sottomettersi agli abusi di potere. Una generazione che ha intravisto nel sogno la possibilità di esprimersi e di andare oltre l’austerità, l’autoritarismo ed il rigore.

La mostra permette agli osservatori di spaziare con la fantasia, immaginando cosa abbia spinto un determinato artista a riprodurre una specifica immagine, con l’ausilio di determinate tecniche e la predominanza di chiaroscuri o colori di contorno, ma anche di palesare il reale significato legato a quel “Muro della Vergogna”, sino al giorno in cui divenne finalmente il “Muro della gioia”.

Francesca De Grazia

Una "buona" coscienza vale più di un chierichetto o di cento beghine.
Bisogna saper smascherare i falsi profeti e respingere le loro parole vuote e lontane: credere in se stessi e alla propria storia, evitare i segnali e le indicazioni, prendersi il gusto di fare l'amore quando si ha voglia, senza temere un inferno sotto il letto, e di avere paura quando si sente senza vergognarsi di essere "santi" o eroi.
E' quello che gli ipocriti chiamano mediocrità la vera grandezza.
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