mercoledì 21 novembre 2018
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Al Nest, Mario Martone porta “Il sindaco del rione Sanità”

Cosa avrebbe pensato Eduardo De Filippo vedendo l’adattamento di “Il sindaco del rione Sanità” di Mario Martone?
Forse si sarebbe sentito tradito nel vedere Antonio Barracano, interpretato dal talentuoso Francesco Di Leva, svecchiato di più di trent’anni e con un’aspetto e una parlata troppo simile a quella del boss Salvatore Conte della celebre serie televisiva “Gomorra”.

Il Barracano di Martone più che l’anarchico giustiziere e capo-quartiere di De Filippo, un guappo che segue un personale concetto di giustizia che si concretizza in una saggia amministrazione della violenza, diventa a tutti gli effetti un boss contemporaneo simile ai tanti che popolano l’universo criminale descritto da Roberto Saviano.

Allo stesso modo, la sontuosa reggia barocca dell’uomo, situata alle pendici del Vesuvio, diventa una fredda abitazione moderna in cui alla dura trasparenza del plexiglas si mescola l’aggressività visiva della criminalità odierna che fa delle stoffe maculate, strass e arredi patinati, il mezzo per ostentare il proprio potere e la propria forza.

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O forse, De Filippo avrebbe reputato l’opera di Martone una narrazione necessaria per raccontare il rione Sanità oggi e Antonio Barracano, uomo d’altri tempi legato una vecchia concezione dell’onore, non avrebbe trovato più posto nella storia che proprio per lui era stata scritta da Eduardo, ispirandosi Campoluongo, uomo realmente esistito che ai tempi del drammaturgo napoletano manteneva la pace nel quartiere.

Il personaggio di Barracano viene assorbito all’interno di un Sistema criminale svecchiato, attorno al quale gravitano paranze di ragazzini accecati dalla promessa di potere immediato e denaro facile, la cui colonna sonora è il rap underground delle periferie e del centro storico di Napoli.

Credibili e appassionati i numerosi interpreti che si muovono nel rione ricreato da Mario Martone. Massimiliano Gallo e Giovanni Ludeno, Adriano Pantaleo cioè, Giuseppe Gaudino, Gennaro Di Colandrea, Daniela Ioia, la piccola Viviana Cangiano, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Salvatore Presutto, Armando De Giulio, Daniele Baselice e Ralph P, rapper ed attore, che ha scritto le musiche, costumi di Giovanna Napolitano, luci di Cesare Accetta, scenografia Carmine Guarino.

Lo spettacolo è prodotto da Elledieffe, Teatro Stabile di Torino che lo ospiterà a fine marzo e dal Nest, in cui ha debuttato in prima assoluta, con repliche fino a venerdì 17 marzo.

Imma Amitrano

Ho 24 anni e mi piace scrivere da quando ho imparato a farlo. Dopo essermi diplomata al liceo classico di Castellammare di Stabia mi sono trasferita a Roma dove mi sono laureata in Lettere Moderne all’Università La Sapienza, ho continuato il mio percorso formativo all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico conseguendo un master in critica giornalistica. I miei interessi sono rivolti al mondo della cultura e dello spettacolo, con una particolare predilezione per il teatro perché credo che il palcoscenico sia una lente privilegiata attraverso cui guardare la realtà.
Amo gli animali e sono vegana, adoro la letteratura e l’archeologia, il mare d’inverno e i vecchi film in bianco e nero.