martedì 2 Giugno 2020
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Le Interviste di Nick – This Void Inside

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Anche Luglio volge al suo termine con un’altra intervista a nuovi artisti italiani, insieme alle “Interviste di Nick“. Le settimana scorsa ci siamo confrontati con la Metal band dei Nexus, e a seguirli abbiamo una formazione di stampo Gothic Rock per chiudere in bellezza il mese: This Void Inside.

Originari di Roma, il gruppo viene formato nel 2003 da Dave Shadow (ex front man del gruppo gotico italiano “My Sixth Shadow”) come “one man band” per sperimentare nuovi suoni e per comporre nuove canzoni.
All’inizio del 2008, Dave decide di condividere il suo materiale e creare una band, e nel 2008 stesso registrarono il loro primo CD promozionale con 12 tracce ai Dark Dave Studios: “Dust“, prodotto, mixato e masterizzato da Dave Shadow. Tutte le canzoni sono scritte da Dave tranne “Send Me A Sign” and “Wish”, nato con la collaborazione di Victor Love (Dope Stars Inc, My Sixth Shadow).
L’album è ufficialmente pubblicato in un’edizione limitata di 300 copie, mentre la band ha sicuramente iniziato a suonare sul palco di Roma frequentando festival gotici e supportando importanti band gotiche.
Nel maggio 2008, la band firma per l’etichetta DECADANCE RECORDS (Latexxx Teens, Pulcher Femina, Siva Six), e lavora su una riedizione dell’album di debutto, arricchita con nuovi layout e grafica; questa versione “Dust” 2.0 è stata rilasciata nell’ottobre 2008.
Nel 2016, dopo un lungo periodo di silenzio, la band ha iniziato a scrivere nuovo materiale con una nuova formazione: i chitarristi Frank Marrelli e Alberto Sempreboni, il batterista Simone Gerbasi si sono uniti agli ex membri Dave Shadow e la bassista Saji Connor; A novembre la band pubblica il nuovo singolo “Losing My Angel”.
Nel luglio 2018 This Void Inside firma con la AGOGE RECORDS e a fine mese esce il nuovo attesissimo album “My Second Birth / My Only Death“, con Diego Reali (Hevidence, ex DGM) e Max Aguzzi (Dragonhammer) come ospiti speciali.

A risponderci è proprio il fondatore e rappresentate “Dave Shadow“, che ci parlerà della band attraverso le nostre 10 domande:

Scopri link e contatti utili alla fine dell’intervista

This Void Inside
This Void Inside

1) Iniziamo parlando del vostro background artistico: com’è iniziato il vostro percorso nel mondo della musica e siete diventati la band che siete oggi?

This Void Inside: Tutti i componenti dei TVI provengono dalla scena
underground e da un background musicale variegato: io (voce e synth) dal gothic metal, Frank Marrelli (chitarra solista) dal class metal, Saji (basso) dal glam e lo street rock, Alberto (chitarra ritmica) e Simone (batteria) dal
grunge e dallo stoner. Il gruppo è nato nella prima metà degli anni 2000, inizialmente come una one man band: una sorta di fucina, di laboratorio in cui sperimentare delle sonorità diverse da quelle dei My Sixth Shadow, il gruppo in cui militavo precedentemente. Col tempo il progetto si è evoluto in una vera e propria formazione di cui, Saji e io , siamo gli unici “superstiti”. La prima esperienza targata TVI infatti, si esaurì quasi subito dopo l’uscita di “Dust” (Decadance records – 2008). Nel 2016 il progetto riprende vita grazie all’incontro con il talentuoso axeman Frank Marrelli. Assieme a Saji Connor, al basso, e Alberto Sempreboni, alla chitarra ritmica, la nuova formazione si dedica alla selezione dei brani che sarebbero apparsi su “My Second Birth/My Only Death”. L’album, da me prodotto, attirò l’attenzione di Gianmarco Bellumori, proprietario dell’Agoge Records, che decise di promuoverlo e distribuirlo. Considerata la lunga assenza dalle scene, il nuovo lavoro venne presentato gradualmente al fine di testare la reazione del pubblico.
Da prima, a distanza di parecchi mesi l’uno dall’altro, furono pubblicati i lyric video di Losing My Angel e Here I Am. Alla luce del rinnovato interesse suscitato da queste prime uscite, il nuovo disco fu rilasciato nel Luglio 2018, preceduto di poche settimane dal lyric video della hit single Memories’ Dust. Il nuovo lavoro è stato accolto con notevole entusiasmo sia dai media che dal pubblico. Numerose sono state le recensioni, le interviste, i passaggi radio e i messaggi di affetto e stima dei fan di tutto il mondo. We are back on the track!

2) Come avete scelto il nome This Void Inside?

This Void Inside : Il vuoto interiore, cui fa riferimento il nome della band, non è altro che la condizione essenziale, primigenia dell’animo umano. L’esistenza è fondamentalmente vuota e l’uomo ha sempre dovuto creare delle sovrastrutture culturali, siano esse la religione, la filosofia, le ideologie, per poterla riempire. Diciamo pure, che ognuno di noi cerca di colmare il vuoto attraverso mere illusione. Le nostre vite e l’universo che le racchiude, non hanno senso alcuno, sono frutto del caso. Ci autoconvinciamo che ci sia un senso in tutto ciò che ci circonda, in tutto ciò che facciamo. Forse per paura di impazzire e di vivere con assoluta indolenza la nostra vita.

3) Ci sono artisti che vi hanno influenzato o ispirato?

This Void Inside : Le nostre influenze artistiche sono molteplici e ben
differenziate. Spaziano dal pop rock all’hard rock degli anni ’80 e il grunge anni ’90, dall’ heavy metal classico al black metal. Ti posso elencare, in modo approssimativo e in sequenza casuale, le band che più ci hanno colpito nel corso del tempo: Europe, Him, The Cult, Depeche Mode, Annihilator, Alice In Chains, Paradise Lost, Queensryche, Motley Crue, Madder Mortem, Candlemass, Nirvana, Soundgarden, Dark Tranquillity, Dimmu Borgir, Cradle of Filth.

4) Come definireste voi e la vostra musica?

This Void Inside: Ho sempre trovato difficile ricollegare le cose che scrivo ad un determinato filone piuttosto che a un altro. Anche nel caso dei This Void Inside, ho percepito la stessa sensazione. Sicuramente ci sono molti rimandi, almeno per come la vedo io, al rock metal di stampo scandinavo. In una recente recensione dell’ultimo album, si accennava ad un certo accostamento ai Ghost. Il recensore, infatti, sosteneva che, come la band svedese, il nostro
look risulta fuorviante, non rispecchia esattamente il genere che suoniamo. La mia opinione è che, ascoltando così tanta musica “diversa”, il nostro sound è frutto di una curiosa metabolizzazione di generi ma, sicuramente, il risultato finale, almeno nelle intenzioni, è un’attitudine, perchè “genere” suona stretto, al gothic con una spiccata predilezione per le melodie catchy. A te l’ardua prova di coniare un termine per definirci (lol).

5) Cosa potete dirci ad un anno dalla sua uscita, del vostro ultimo album, “My Second Birth/My Only Death”?

This Void Inside: MSB/MOD ha avuto una lunga gestazione. Alcuni brani sono stati scritti dopo la reunion o in corso d’opera durante la registrazione dell’album, altri sono stati scritti nei mesi subito precedenti allo scioglimento nel 2009, altri ancora nel corso degli anni che si sono succeduti. Si trattava quindi di materiale abbastanza eterogeneo a cui abbiamo dato una certa omogeneità. La buonissima accoglienza da parte della critica e del pubblico, ci ha riempito, quindi , di un rinnovato entusiasmo. Suonare con dei nuovi elementi è stata un’esperienza molto positiva. Finalmente, dopo tanto tempo, siamo riusciti a creare un team molto affiatato e motivato. Posso quindi e inequivocabilmente asserire che l’uscita del nuovo album ha rappresentato un importante punto di svolta nella nostra carriera. Avevamo in mente di organizzare un tour promozionale, ma in sala prove ci siamo resi conto che le nostre intenzioni erano tutt’altre. Prescindendo dal fatto che le offerte di ingaggio erano, per usare un eufemismo, poco allettanti, abbiamo deciso di rimetterci in carreggiata per la scrittura del “sequel” di MSB/MOD. Abbiamo già una rosa di 12 pezzi e ne sto componendo degli altri mentre ti scrivo. Al contempo, ci siamo anche “divertiti”, cimentandoci in dei progetti che esulano dal nostro contesto musicale. Abbiamo realizzato due cover : “Modern Day Delilah” che comparirà a breve su una compilation dedicata ai Kiss, e la cover di “Pigneto Chic” dei Musica Per Organi Caldi, una band che ha avuto un grandissimo successo nell’underground romano. Il prossimo anno, quindi, sarà ricco di novità per i TVI. Stay tuned!

This Void Inside - My Second Birth/My Only Death
This Void Inside – My Second Birth/My Only Death

6) Come pensate che sia cambiata la vostra musica nel tempo, da “Dust” a “My Second Birth/My Only Death”?

This Void Inside : Sicuramente è cambiata la consapevolezza dei nostri mezzi espressivi. Dopo tanti anni,ci siamo resi conto che abbiamo una fottuta voglia di comunicare: con coloro che ci hanno sempre sostenuto e con coloro che ancora non ci conoscono. Non immaginavamo che il tornare sulle scene, ci portasse così tante soddisfazioni a livello di feedback. Per questo abbiamo rafforzato il guitar writing, che era molto più “snello” nel debut album, soprattutto grazie all’ingresso di Frank Marrelli. Si è evoluto anche l’uso dei synth e delle linee melodiche. Il concept della band però, nonostante i nuovi innesti, è rimasto immutato. Così siamo nati e così vogliamo finire la nostra avventura.

7) Quale pensate che sia il vostro brano più rappresentativo?

This Void Inside : L’anima dei TVI non può essere facilmente circoscritta a un singolo pezzo. Come già detto in precedenza, la nostra musica si compone di tante sfumature. Ci sono però delle canzoni a cui sono più affezionato, perchè rappresentano dei momenti importanti della mia vita: Dust, Terminal Dream e Thru My Emotions, per quanto riguarda il debut album, Betrayer MMXXVIII, Memories’ Dust, Ocean Of Tears e Losing My Angel per quanto riguarda My Second Birth/My Only Death. Un caso a parte è The Artist And The Muse, sempre presente sul secondo album, che ha rappresentato un punto d’incontro tra la mia passione per la musica classica, la letteratura e la musica moderna, con inserti in italiano arcaico, da me composti, e che ha visto, altresì, la collaborazione del mio professore di lettere del liceo, nelle vesti di voce narrante per la poesia di Cesare Pavese “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”.

8) Cosa provate quando fate musica?

This Void Inside: La sensazione preponderante è quella di affrancarsi
totalmente dal vissuto quotidiano, dai problemi di tutti i giorni. E’ come essere proiettati in un universo parallelo, scevro di tutte le brutture del mondo contemporaneo. Col tempo ci siamo resi conto che fare musica, non rappresenta più un mezzo per ottenere successo e riconoscimenti. Suoniamo per il solo piacere di farlo. La nostra vita sarebbe vuota senza la musica. L’arte, in generale, è la più eccelsa delle illusioni.

9) C’è qualche artista con il quale vi piacerebbe o vorreste avere l’onore di collaborare?

This Void Inside: Un bel concerto, in un festival del nord Europa, con Europe, Paradise Lost e Him. Come puoi ben vedere, mi accontento di poco. Ah, naturalmente noi saremmo gli head liner! (lol)

10) Quali sono i vostri progetti futuri? E che vette vorreste raggiungere?

This Void Inside: Come accennato sopra, siamo impegnati nella realizzazione di un nuovo album. Ho già inviato all’Agoge records alcune pre-produzioni e, con nostra grande soddisfazione, il riscontro è stato ottimo. Abbiamo cercato di appesantire un po’ il sound, utilizzando una diversa accordatura e dei synth e delle orchestrazioni molto più realistiche. Fondamentale è stata la collaborazione con Simone Gerbasi, entrato nei TVI quando il secondo album era già pronto, per la scrittura delle parti di batteria, molto più accurate ed efficaci che in passato. Posso assicurarti, e chiedo venia se pecco di vanagloria (lol), che il nuovo disco sarà una gradita sorpresa per tutti i nostri fan!

Contatti e Link utili

Terminiamo con uno dei loro brani più importanti: “Losing My Angel“. Clicca qui per il video ufficiale!

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