domenica 29 Novembre 2020
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Le Interviste di Nick – Leda

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Eccoci al primo appuntamento di Novembre qui su Linkazzato.it con la rubrica interviste delle “Interviste di Nick“. Ottobre si è concluso con il nostro incontro con i Meceta, mentre per questo nuovo mese restiamo sempre in tema rock band, con una formazione molto speciale e sui generis: ecco a voi i Leda.

Band formatasi nel 2017, nasce grazie all’incontro dei musicisti Enrico Vitali, Serena Abrami, Fabrizio Baioni e Mirko Fermani, da anni attivi nei rispettivi progetti nel panorama della musica italiana underground e cantautorale. La loro estetica ha nel DNA l’ overdrive, la wave, il trip rock e l’alternative rock, nel contrasto emotivo tra il velluto del timbro vocale e l’abrasività dei suoni. Il loro lavoro congiunto ha dato vita all0album “Memorie dal Futuro“, uscito lo scorso anno. I testi sono frutto della collaborazione con uno scrittore, quinto elemento del gruppo, con cui prendono vita storie e riflessioni in italiano. Il lavoro è stato registrato presso l’ Indipendente Recording Studio di Matelica e seguito dal fonico Nicola Giorgetti.

Scopri link e contatti utili alla fine dell’intervista

Leda band

1) Per prima cosa, vorrei saperne di più sulle vostre origini. Com’è nata la vostra formazione ed è diventata quella che è oggi?

Leda: L’inizio dei Leda risale all’ottobre del 2017, quando stavamo finendo il tour di promozione dell’album solista di Serena, “L’Imperfezione”. Suonando con lei da diversi anni, era nata ad un certo punto l’esigenza di formare una band nuova, vera e propria, tipo quella degli adolescenti, che prova e crea insieme. Conoscevamo già gli altri membri Mirco e Fabrizio, dei quali eravamo sia amici che fan ed avendo anche loro la stessa esigenza, venendo da altre situazioni, ci siamo incontrati e abbiamo iniziato a suonare l’album di Serena, ma è durato poco, perchè già l’anno dopo eravamo in studio a provare insieme per il primo album.

2) Da dove viene il nome Leda?

Leda: Leda nasce perchè stavamo ad una festa, era il 25 aprile e tra i vari banchetti presenti c’era il libro su una staffetta partigiana chiamata Leda Antinori. Era il periodo in cui cercavamo ancora un nome e che fosse facile da ricordare e a Serena è venuta questa pensata che è piaciuta e a essa è collegata una idea di resistenza non solo politica, ma soprattutto musicale, non seguendo i canoni dell’industria discografica di oggi.

3) Ci sono artisti che vi hanno influenzato o ispirato?

Leda: Assolutamente, e ne sono parecchi, ma essendo una band con 4 identità e formazioni diverse, le influenze sono tantissime. Quelle a cui ci siamo ispirati per fare l’album sono artisti italiani come i Marlene, i C.S.I., i Verdena, ma anche internazionali, come DJ Harvey. Siamo stati contagiati da tutta quella musica che ci è garbata una particolare voce femminile, ma con una band che, come diciamo nelle Marche, sta dietro e spinge.

4) Quanto pensate che sia importante avere una forte identità musicale e come commentereste la vostra?

Leda: La nostra identità come formazione è davvero spontanea, perchè la band è nata da un’esigenza ben precisa e questo ritrovarsi insieme con altri musicisti che la pensano in modo simile l’ha creata spontaneamente. Appena abbiamo iniziato le improvvisazioni in sala prove, abbiamo visto che si è creata la cosiddetta alchimia, e non è facile, specie alla nostra età, dove non siamo più ragazzetti. E’ un’identità molto sincera e non costruita. Abbiamo ignorato cose come l’immagine o la ricerca di sound pre-fatti.

Leda - Memorie dal Futuro

5) Lo scorso anno è uscito il vostro album “Memorie dal Futuro”. Cosa potete dirci su questo lavoro?

Leda: Lo definirei sicuramente crepuscolare, perchè comunque ruotiamo sempre intorno ad un certo tipo di mood ed è come se avessimo voluto suonare le cose che a noi piace ascoltare, quindi Memorie dal Futuro è un po’ questo. E’ un album nato dalla collaborazione con uno scrittore Francesco Ferracuti e trattiamo di temi esistenziali, ma anche di resistenza.

6) Cosa provate quando fate musica?

Leda: Bella domanda! è una specie di… droga! Anche se può sembrare banale e scontata come risposta, è effettivamente così. Si prova un sentimento di empatia fra tutti e probabilmente è veramente il momento in cui mostriamo chi siamo. Con la musica poi riusciamo davvero ad entrare in un universo magico, dal quale poi non vorremmo mai uscire. Quindi può immaginare adesso come ci sentiamo visto il periodo e il momento visto che è un abito che indossiamo ma che rappresenta noi, i veri noi. Per questo è come una droga e ne vuoi sempre di più.

7) C’è qualche artista con il quale vi piacerebbe o vorreste avere l’onore di collaborare?

Leda: Si, ce ne sono diversi, ma sai, le collaborazioni, come con Marino dei Gang, devono nascere in maniera spontanea, così che anche l’artista con cui si collabora da il meglio di se. Non faccio il nome di nessuno al momento, ma ce ne sono davvero tanti nel nostro cuore, sia in Italia che all’estero.

8) Quali sono i vostri progetti futuri? E che vette vorreste raggiungere?

Leda: I progetti per il futuro adesso a breve, se un nuovo dpcm non lo impedirà, vorremmo andare a registrare il nuovo album a fine Novembre. Quella è la cosa più immediata che vorremmo, sperando che si possa. Poi in generale, quello che vorremmo raggiungere, ma tutta la musica in Italia dovrebbe essere così, sarebbe di poter vivere di musica ed essere professionalmente riconosciuti, che la considerazione della musica in questo paese cambi. Sarebbe bello che un giorno ci svegliamo e avere la possibilità di vivere solo di musica.

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Contatti e Link utili

Per terminare, uno dei loro ultimi brani: “Deriva“. Clicca qui per il video ufficiale.

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