domenica 18 novembre 2018
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Le Interviste di Nick – Funkin’ Donuts

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Con meno di una settimana alla fine del mese, eccoci all’ultimo appuntamento di Ottobre con le  “Interviste di Nick“ . La scorsa volta ci siamo intrattenuti con la metal band dei Graveyhard, e la loro “100% Pure Lunigiana Sludge” music. La formazione di oggi è invece tutta un programma solo a sentire il loro nome: i Funkin’ Donuts.

Fondati nel 2011 e originari di Roma, il gruppo è nato un po’ per caso quando i primi membri si sono posti l’ironica domanda “Come possiamo danneggiare la società più di quanto non stiamo già facendo?” Con questo presupposto, parte l’esperimento dei Funkin Donuts, nel tentativo di riproporre il vecchio e amato Funk in chiave più moderna e personalizzata e di fare la musica che più si desidera. Dopo il primo Ep “Funky Taste KO” del 2013 e il primo album “In Case of Emergency“, risale a quest’anno il nuovo disco “Neverending Funk“.

Dopo questa breve presentazione, andiamo a fare luce sull’identità di questa band e a farci raccontare la loro storia completa, attraverso le nostre 10 domande.

 

Scopri link e contatti utili alla fine dell’intervista

 

Funkin' Donuts

 

1) Come prima domanda, vorrei chiedervi qualcosa sul vostro background artistico: Come avete iniziato a suonare e siete diventati la formazione che siete oggi?

Funkin’ Donuts: Nasce tutto a fine 2011 quando Tommaso (bassista) e Simone (chitarrista) si sono incontrati nel box di quest’ultimo per registrare l’album di un precedente gruppo di Tommaso. Tra una chiacchiera e l’altra sono emersi i gusti musicali in comune, i gruppi di riferimento e la passione condivisa per la musica Funk. Da quel punto siamo passati attraverso tanti musicisti, tanti mondi musicali diversi fino a giungere alla formazione attuale. Danilo (tastierista) e Davide (cantante) sono entrati nei Funkin ormai quattro anni fa mentre Lorenzo, il batterista, è l’ultimo inserimento avvenuto quest’anno.

2) Da dove viene il nome Funkin’ Donuts?

Funkin’ Donuts: Viene dall’assonanza con il celebre marchio Dunkin’ Donuts. Il nome suonava bene e ci piaceva l’idea di accostarci a un elemento esterno come quello delle ciambelle facendolo diventare un nostro carattere distintivo al punto da arrivare a regalare ciambelle al pubblico di ogni nostro concerto.

3) Come descrivereste voi e la vostra musica?

Funkin’ Donuts: In questi anni abbiamo cercato di abbracciare il più possibile il complesso mondo della musica Funk e di far nostre le varie sfaccettature e sottogeneri che esso propone. Ci piace il Funk più tradizionale di James Brown, il Funk/Rock dei Red Hot Chili Peppers e il Crossover dei Rage Against The Machine. Cerchiamo di integrare coerentemente il tutto e di inserire elementi e sonorità più moderni, sintetizzando quelli che sono i gusti e i background musicali di ognuno di noi. Non è inusuale in questo senso, inserire all’interno di una sola canzone parti dai connotati sensibilmente diversi, spaziando da un genere all’altro nello spazio di pochi minuti.

4) Quanto pensate che sia importante avere una forte identità musicale e come commenteresti la vostra?

Funkin’ Donuts: Credo che la cosa realmente importante sia suonare musica che ti piace, che ti appassiona e, sembra banale dirlo ma potrebbe non esserlo, una volta suonata ti faccia venire voglia di ascoltarla. Dopo quasi un secolo di musica in cui si è detto un po’ quasi tutto, l’identità musicale è un concetto difficile da afferrare e ancora di più da realizzare se si parte con questo particolare obiettivo. Dal nostro punto di vista la nostra identità musicale è la sintesi delle identità di ognuno di noi, fatte dalla musica che ci piace ascoltare e suonare. In pochi termini: suona la musica che ti piace e nel modo che ti soddisfa, quella sarà la tua identità.

5) Parliamo di “Neverending Funk”, il vostro ultimo album. Cosa potete dirci su questo disco?

Funkin’ Donuts: Come il suo predecessore, “In Case of Emergency”, anche “Neverending Funk” è stato completamente autoprodotto. Registrazioni, mixing e mastering sono stati tutti completati nel nostro box/sala prove/studio di registrazione. Questo è sicuramente motivo di grande orgoglio, ben oltre il normale (e giusto) orgoglio che si prova quando si creano brani originali.

 

Funkin' Donuts - Neverending Funk

 

6) Credete che la vostra musica sia cambiata o si sia evoluta nel passaggio tra il vostro primo album “In Case of Emergency” e il secondo “Neverending Funk”?

Funkin’ Donuts: Il gusto si è sicuramente raffinato. Sono cambiati i nostri riferimenti musicali e culturali e questo ha influito dal punto di vista compositivo. Ci sono pezzi più “essenziali” con un utilizzo di chitarre aggiuntive molto limitato. Abbiamo anche voluto introdurre una canzone cantata in italiano insieme al nostro amico e collega Peggio ed è sicuramente un cambiamento sostanziale rispetto al primo album.

7) Qual è il brano che pensate vi rappresenti di più?

Funkin’ Donuts: Forse a questa domanda ognuno di noi risponderebbe in modo diverso. Per quanto riguarda Tommaso, “Funk Against The Machine”, traccia di apertura di “In Case of Emergency”, è la perfetta sintesi del miscuglio di generi che ci piace proporre all’interno del nostro repertorio: il groove del Funk che si risolve nella potenza del Rock. Davide risponderebbe sicuramente in modo diverso, citando Foreign Fighters, del nostro ultimo album, per gli stessi motivi di cui sopra e perché questo pezzo lo rappresenta di più in termini di sfumature Rock e Crossover.

8) Cosa provate quando fate musica?

Funkin’ Donuts: È una domanda complicata e, anche in questo caso, molto personale. Per dirlo in poche parole penso che il sentimento condiviso sia il piacere e la soddisfazione di creare qualcosa di bello e di farlo tutti insieme. La nostra musica è coinvolgente, per noi in primis, e suonarla insieme ci diverte e ci appassiona.

9) C’è qualche artista con cui vi piacerebbe o vorreste avere l’onore di collaborare?

Funkin’ Donuts: Abbiamo avuto la fortuna di organizzare ed aprire il concerto de La Batteria, un gruppo che stimiamo e ammiriamo per la capacità che ha di miscelare il funk anni ’70 con i sintetizzatori e i suoni elettronici appartenenti alla decade musicale successiva. Su questa scia, un altro gruppo italiano che abbiamo come riferimento sono senza dubbio i Calibro 35, ma rimaniamo con i piedi per terra!

10) Cosa potete dirmi sui vostri progetti futuri? E che vette vorreste raggiungere?

Funkin’ Donuts: Il progetto più concreto di cui stiamo parlando più spesso è quello di ripetere un piccolo tour internazionale come fatto nel 2016 in Spagna, quando abbiamo fatto quattro date in alcuni locali spagnoli. È stato un tour organizzato interamente da noi, piccolo ma molto divertente, e vorremmo provare a organizzarne un altro in un prossimo futuro.

 

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Contatti e Link utili

 

Terminiamo con il video del primo singolo estratto da Neverending Funk: “Big Opportunity”.