venerdì 29 Maggio 2020
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Le Interviste di Nick – Elk Cloner

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Andiamo avanti con “Le Interviste di Nick“ e la sua esplorazione nel panorama musicale emergente nostrano. In questa nuova settimana, ci lasciamo alle spalle l’iconico gruppo dei SanieSalvo, per andare a conoscere il gruppo Indie Rock Torinese degli Elk Cloner.

Formati nel 2018, sono una giovane e ambiziosa formazione, nata dalla volontà del vocalist Alessandro Marin e del chitarrista Enrico Pugno, di fare musica nuova, misto tra Punk, Grunge, New Wave e Rock ed esprimere se stessi con pezzi inediti in italiano; a questi, successivamente si sono aggiunti il bassista Federico Croci e il batterista Luca Giolo. All’attivo, i primi singoli “ToNo” e “La ballata dell’infedeltà“, nonché la cover di Motta di “Abbiamo vinto un’altra guerra“. Tutto questo anticipa l’uscita del primo EP “Lasciamo le cose come stanno“.

Dal nome del celebre e primo virus per computer della storia, gli Elk Cloner sono pronti ad insinuarsi nelle menti e nelle playlist, farsi largo senza bisogno di essere scelti, conquistare e contagiare con la loro musica.

Scopri link e contatti utili alla fine dell’intervista

Elk Cloner
Elk Cloner

1) Iniziamo parlando del vostro background artistico: com’è iniziato il vostro percorso nel mondo della musica e siete diventati gli artisti che siete oggi?

Elk Cloner: Il nostro percorso è cominciato come quello di moltissime band, abbiamo iniziato facendo cover di gruppi o artisti noti fino a quando suonare pezzi di altri non ci bastava più, così abbiamo provato a misurarci con la composizione, scoprendo che creare pezzi inediti ci dava molta più soddisfazione, ci ha donato nuove emozioni sconosciute, una nuova vita musicale insomma.

2) Come avete scelto il nome Elk Cloner?

Elk Cloner: Per rispondere a questa domanda è necessario fare un passo in dietro. Il progetto Elk Cloner nasce da due persone Enrico (chitarra) e Dando (voce), noi abbiamo dato vita al progetto e lo abbiamo gestito fino alla conclusione dei brani che compongono il primo EP, dopodichè abbiamo cercato i musicisti per completare la band, ovvero basso e batteria.
Detto questo, veniamo al nome, Elk Cloner lo ha proposto Enrico, gli piaceva perché era strano e poi perchè rispecchiava un pò la nostra storia.
Elk Cloner è il nome del primo virus informatico conosciuto, nei primi anni ottanta un ragazzino di nome Richard Skrenta, infettando i videogiochi degli amici, si ritrovò ben presto privo di compagni a cui rifilare i dischetti infetti, così si inventò un modo per infettare i floppy senza entrarne in diretto possesso, installò un virus direttamente nel Mac della scuola in modo che chiunque inserisse un dischetto in quel computer lo estraesse infetto.
Ecco, noi in un certo modo ci siamo riconosciuti in questa storia, dopo svariati tentativi musicali ci siamo trovati soli a riflettere su cosa fare e come continuare a trarre soddisfazioni dalla musica componendone di nostra, e da allora il nostro nome è diventato Elk Cloner.

3) Ci sono artisti che vi hanno influenzato o ispirato?

Elk Cloner: Noi musicalmente siamo figli dei gloriosi anni novanta, gli artisti che più ci hanno ispirato sono senza dubbio Marlene Kuntz, Afterhours, Ritmo Tribale, Karma, Giorgio Canali e Rossofuoco, CCCP e CSI per restare in Italia, volendo espatriare, Nirvana, Soundgarden e tutta la scena grunge di quegli anni.

4) Come definireste voi e la vostra musica?

Elk Cloner: Una definizione precisa di noi, non saprei… Siamo dei manovali della musica, costruiamo lentamente ma inesorabilmente, mattone su mattone, stoici testardi manovali.
La nostra musica invece è molto diretta, priva di fronzoli e orpelli, i suoni acidi e disturbanti calmierati da testi spesso sentimentali.

5) Quale pensate che sia il vostro brano più rappresentativo?

Elk Cloner: Il nostro brano più rappresentativo potrebbe essere “Scroto”, l’unico che non verrà mai pubblicato come singolo perchè forse un pò troppo forte nei contenuti e decisamente poco radiofonico.

6) Cosa provate quando fate musica?

Elk Cloner: Fare musica è salvifico e liberatorio sia in fase di composizione che in fase di esecuzione. Si gode sempre parecchio insomma.

7) C’è qualche artista con il quale vi piacerebbe o vorreste avere l’onore di collaborare?

Elk Cloner: No, direi che al momento dobbiamo concentrarci su noi stessi per le collaborazioni con altri artisti c’è sicuramente tempo.

8) Quali sono i vostri progetti futuri? E che vette vorreste raggiungere?

Elk Cloner: Sicuramente come prima priorità c’è quella di fare uscire il primo EP “Lasciamo le cose come stanno” dal quale abbiamo già estratto e pubblicato tre singoli, e poi mettersi subito al lavoro sul prossimo disco.
L’unica vetta che vorremmo raggiungere è quella della soddisfazione personale e dell’appagamento per ciò che creiamo, i sogni di gloria li lasciamo ai sognatori, noi non lo siamo.

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Contatti e Link utili

Finiamo con il loro primo singolo: “ToNo“. Clicca qui per il video ufficiale!

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