martedì 20 novembre 2018
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Lavorare all’estero. Sì, ma da dove iniziare?

lavoro-estero-2Molte volte ti sei ripetuto che sì, è ora di prendere in mano la tua vita e di iniziare a cercare un lavoro serio, e acquisire l’agognata, bramata indipendenza dai tuoi. Lapalissiano sottolinearlo ma è doveroso: l’attuale situazione del mercato italiano è a dir poco traballante ed instabile, quindi quale migliore occasione per tentare un’avventura lavorativa all’estero? Allora, da dove iniziare per lavorare all’estero?

Prima di partire, devi sapere come e dove cercare lavoro all’estero. Cerca di rispondere a queste semplici domande e poi penserai all’aspetto pratico, all’organizzazione  del tuo viaggio.

1. Che lavoro vorresti svolgere? Se intendi partire come studente o laureando, lasciatelo dire, ci sono numerose occasioni per i giovani in Europa. Arcinoti i progetti Erasmus plus e Leonardo, Comenius, ecc per chi intenda concludere gli studi in un altro paese o effettuare stage in linea con il percorso formativo prescelto. Una alternativa alle prime è il progetto Servizio volontariato Europeo. Hai mai pensato di lavorare e svolgere un servizio per il bene della comunità? Bene, in questo modo puoi farlo. Se invece preferisci gettarti a capofitto nel paese di accoglienza, puoi optare per lavori pratici ma assai richiesti, di cui c’è un altissima domanda, specie quando si tratta di italiani. Si parla di baristi, camerieri, piano-bar, commessi, receptionists,ecc… Tutti impieghi che non richiedono un titolo di laurea e possono essere ricoperti anche da diplomati con una buona conoscenza dell’inglese.

2. Dove trasferirti? La scelta del paese è fondamentale! Solo così potrai iniziare ad orientarti. Per decidere con oculatezza prenditi tutto il tempo necessario ed informati bene sul livello, la qualità di vita del paese prescelto. Per fare un esempio, la Danimarca è senza dubbio il paese degli studenti. Molte testimonianze di giovani universitari dimostrano come gli iscritti a qualsiasi corso di laurea riesca benissimo a pagare i propri studi autonomamente grazie a lavori in formula part time, conducendo uno stile di vita soddisfacente, senza rinunce. Ciò vuol dire che, prima di iscriverti ad un corso di laurea in Italia, potresti prendere in considerazione l’idea progettuale di iniziare un tuo percorso formativo in uno dei paesi dell’UE. Perché lavorare in Europa? Semplicemente perché sei cittadino comunitario, condividi una lingua ormai divenuta internazionale come l’inglese e puoi godere di tutti i diritti che invece fuori continente non sono affatto garantiti, come il servizio sanitario.

 

3. Quanto puoi investire? Se hai risparmiato nel corso degli anni, potresti azzardare nell’aprire un’attività all’estero, considerando ovviamente pro e contro. Devi sapere che per far questo salto, devi essere convinto ma magari è proprio questa la tua strada. Oppure, frequentare un master o un corso professionalizzante con annesso stage che ti permetterà di acquisire esperienza, anche se sulle prima il guadagno sarà minimo. In Inghilterra, chi ama scrivere è rock. Cosa significa? Gli inglesi, come anche gli irlandesi, sono molto pratici in fatto di lavoro. Hanno pensato bene che colui che ama scrivere, può farlo, non esistono ODG (ordine dei giornalisti), non esistono corsi, master dai costi mastodontici, bensì delle scuole di giornalismo che permettono di studiare e mettere in pratica la caccia alla notizia! (una delle migliori è senza dubbio la London school of Journalism) offrendo a chiunque pensi di avere talento giornalistico di mettersi alla prova. Anche qui c’è un costo, come in ogni scuola di alto livello, ma se consideriamo che alla fine della formazione avrai la possibilità di trasformare il tuo sogno nel tuo lavoro, in modo libero ed indipendente, bhè, sarebbe il caso di farci un pensierino. Considerando poi il confronto con il nostro paese, nel quale abbondano i pubblicisti, e i professionisti sono pochi e ritenuti dei veri privilegiati.

4. Dove alloggiare? Un altro problema è quello relativo all’alloggio di chi intende lavorare all’estero per brevi periodi o lasciare definitivamente l’Italia. Ecco, esistono molte soluzioni. Dalla condivisione della casa con sconosciuti, ai residence che chiedono affitti a tratti assurdi, agli ostelli. Se invece vuoi partire tranquillo, puoi rivolgerti ad una delle tante agenzie che offrono un ausilio prezioso, anche per nella cura del livello della lingua inglese, e ti aiutano a trovare un lavoro in base a esigenze, conoscenze e titoli di studio. Una svolta, vero? Andare all’estero sapendo di non essere soli è sempre meglio che partire all’arrembaggio senza sapere da dove iniziare a cercare lavoro. Per la ragazze fino a 25 anni d’età, esiste l’opportunità di rendersi utili come au le pairs. In questo caso si alloggia nella casa della famiglia per la quale si offre il proprio servizio, con vitto incluso. Una volta che hai risposto a queste brevi ma irrinunciabili domande e sei davvero sicuro di voler partire per un’esperienza di lavoro (e tanto sacrificio), sarai finalmente pronto ad occuparti del resto.

Donatella Conte

Studentessa di Lettere, aspirante scrittrice. Amo i libri, il cinema neorealista, Vittorio De Sica, odio le ipocrisie ed il qualunquismo. Chi sono? Una ragazza che per salvarsi sceglie di non andarsene ma di scrivere, perché la scrittura può smuovere menti ottuse e scoprire lascive bugie che la società ancora ci racconta. Citando Roberto Saviano: ”La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria -forse unica per me- possibilità d'incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.” Scrivere per me è vivere, impossibile stare senza.