giovedì 15 novembre 2018
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La farmacia a portata di acqua

 

La domanda che sorge spontanea è come prevenire i  problemi derivanti dal bere acqua da una fontana. Il miglioramento delle acque adottato oggi è molto più pericoloso di un secolo fa perché sono aumentati i composti chimici presenti nelle acque dei fiumi e nel nostro organismo ne circolano a centinaia. Bere un bicchiere d’acqua da un rubinetto è come ingerire delle mini pillole medicinali; chiariamo, però, a minuscole dosi. Nel 2016 venne fuori un problema mondiale passato quasi in sordina: l’acqua contaminata da molti composti chimici scaricati negli impianti di depurazione dell’acqua. Infatti, in Israele, nel 2016, i ricercatori hanno trovato tracce di composti chimici pericolose nelle acque reflue trattate come la carbamazepina, un noto antiepilettico trovato anche in alcuni ortaggi. Durante un esperimento dell’equipe di B. Chefetz, dell’università ebraica, è stato rilevato che coloro i quali avevano mangiato alcuni ortaggi come verdura, lattuga e cetrioli, c’era stato un aumento del composto nelle urine mentre non c’erano tracce in individui che avevano mangiato gli stessi ortaggi irrigati nei campi con acque normali, non trattate. Purtroppo la mancanza idrica ha fatto si che molti paesi come Israele adottasse il sistema delle acque reflue trattate. In un fiume, dunque, potremmo trovare tracce minuscole di medicinali come antidiabetici, antipiretici, etc. La cosa è a dir poco sconvolgente perché ciò è la testimonianza che le molecole dei medicinali sono molto presenti nell’organismo umano. Un segno incoraggiante però è rilevato da pazienti che assumono piccole dosi di medicinali per tutta la vita e finora dalla Sanità non si sono registrati danni o almeno non si conoscono finora le effettive conseguenze. A questo punto ci chiediamo se questo piccolo cocktail di farmaci che ci ritroviamo nel bicchiere dovrebbe farci sorgere delle preoccupazioni; di certo l’assunzione giornaliera di farmaci salvavita e altro, che fanno uso molti pazienti, per una fetta inconsistente di popolazione con un apparato genico inefficiente possono essere nocivi. E c’è da aggiungere che molti composti chimici presenti nei materiali come l’amianto che circola nell’aria in certi ambienti lavorativi, negli anni passati, sono sfuggiti all’attenzione degli studiosi ma oggi contaminano tranquillamente l’ambiente sviluppando alcuni tipi di tumori; non sono da meno, poi, i composti trasportati dall’aria come la nube di Chernobyl.

La Svizzera ha adoperato la tecnica delle acque non trattate: una scelta efficiente ma non definitiva. Una scelta molto costosa che però lascia sempre qualche dubbio perché nelle acque dei fiumi non trattate, comunque, si sono ritrovate basse percentuali di farmaci che abbiamo accennato prima e non tutte le Nazioni sono disposte a sborsare molte somme di denaro per questa soluzione. Invece il parere dello scienziato Klaus Kummerer sembra convincerci molto di più perché ipotizza la produzione di farmaci degradabili. Le case farmaceutiche oggi si basano sul farmaco a lungo periodo, invece esso dovrebbe decomporsi nell’organismo umano in modo velocemente. Infine, dunque, dobbiamo concentrarci sulle possibili conseguenze che possono creare i farmaci e cercare di trovare in tempo delle soluzioni senza aspettare se gli effetti a lungo termine siano fatali o meno.              

Bere un bicchiere d’acqua da un rubinetto è come ingerire delle mini pillole medicinali; chiariamo, però, a minuscole dosi. Nel 2016 venne fuori un problema mondiale passato quasi in sordina: l’acqua contaminata da molti composti chimici scaricati negli impianti di depurazione dell’acqua. Infatti, in Israele, nel 2016, i ricercatori hanno trovato tracce di composti chimici pericolose nelle acque reflue trattate come la carbamazepina, un noto antiepilettico trovato anche in alcuni ortaggi. Durante un esperimento dell’equipe di B. Chefetz, dell’università ebraica, è stato rilevato che coloro i quali avevano mangiato alcuni ortaggi come verdura, lattuga e cetrioli, c’era stato un aumento del composto nelle urine mentre non c’erano tracce in individui che avevano mangiato gli stessi ortaggi irrigati nei campi con acque normali, non trattate. Purtroppo la mancanza idrica ha fatto si che molti paesi come Israele adottasse il sistema delle acque reflue trattate. In un fiume, dunque, potremmo trovare tracce minuscole di medicinali come antidiabetici, antipiretici, etc. La cosa è a dir poco sconvolgente perché ciò è la testimonianza che le molecole dei medicinali sono molto presenti nell’organismo umano. Un segno incoraggiante però è rilevato da pazienti che assumono piccole dosi di medicinali per tutta la vita e finora dalla Sanità non si sono registrati danni o almeno non si conoscono finora le effettive conseguenze. A questo punto ci chiediamo se questo piccolo cocktail di farmaci che ci ritroviamo nel bicchiere dovrebbe farci sorgere delle preoccupazioni; di certo l’assunzione giornaliera di farmaci salvavita e altro, che fanno uso molti pazienti, per una fetta inconsistente di popolazione con un apparato genico inefficiente possono essere nocivi. E c’è da aggiungere che molti composti chimici presenti nei materiali come l’amianto che circola nell’aria in certi ambienti lavorativi, negli anni passati, sono sfuggiti all’attenzione degli studiosi ma oggi contaminano tranquillamente l’ambiente sviluppando alcuni tipi di tumori; non sono da meno, poi, i composti trasportati dall’aria come la nube di Chernobyl.

Una scelta molto costosa che però lascia sempre qualche dubbio perché nelle acque dei fiumi non trattate, comunque, si sono ritrovate basse percentuali di farmaci che abbiamo accennato prima e non tutte le Nazioni sono disposte a sborsare molte somme di denaro per questa soluzione. Invece il parere dello scienziato Klaus Kummerer sembra convincerci molto di più perché ipotizza la produzione di farmaci degradabili. Le case farmaceutiche oggi si basano sul farmaco a lungo periodo, invece esso dovrebbe decomporsi nell’organismo umano in modo velocemente. Infine, dunque, dobbiamo concentrarci sulle possibili conseguenze che possono creare i farmaci e cercare di trovare in tempo delle soluzioni senza aspettare se gli effetti a lungo termine siano fatali o meno.