lunedì 10 dicembre 2018
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La campagna AIRC per curare il cancro

Il cancro è il peggior nemico delle malattie più comuni come infarto, diabete e sclerosi multipla. Ma grazie alla ricerca con il contributo dei fondi reperiti durante le campagne dell’AIRC nel corso degli anni, la sopravvivenza a questa malattia è di molto aumentata. “I giorni della ricerca”, iniziativa diffusa in mille piazze, scuole e stadi d’Italia fa in modo da invogliare le donazioni spontanee, e con l’acquisto di una scatola di cioccolattini a 10 euro c’e anche acclusa una guida utile per la prevenzione, cura e diagnosi del cancro; una raccolta di fondi indispensabili per la ricerca e la scoperta di nuove cure.
Per la giornata di oggi è prevista la distribuzione di cioccolattini, che avverrà nelle 1900 sedi della banca UBI che finanzieranno il percorso formativo dei giovani ricercatori che mostrano più talento.
Ricerca e prevenzione

Ci sono oltre 21.000 decessi all’anno nel mondo per cancro siamo però ad un buon punto per riuscire a guarire dal male del secolo. I passi nella ricerca fino agli anni 2000 erano minuscoli per la progettazione di nuovi farmaci e cure definitive mentre oggi, grazie alla prevenzione che si sta diffondendo anche nei più giovani mediante le campagne dell’Airc, ai fondi e all’aiuto tecnologico del computer si è avuta la possibilità di velocizzare il processo di apprendimento, e finalmente mappare il genoma umano che è responsabile dei geni difettosi. Si sono riconosciuti le così dette “tare” come ad esempio i geni BRCA, responsabili di tumori familiari della mammella e dell’ovaio che possono trasmettersi nella generazioni successive e mettere ko il sistema immunitario e, quindi, il profilarsi di cellule atipiche nel corpo umano. E’ opportuno chiarire che il cancro non è contagioso ma può essere familiare; studi recenti hanno sperimentato che solo in alcune specie di animali ci può essere il contagio come quella marina.
Immunoterapici e terapia genica (CAR-T).

Le medicine a disposizione oggi sono molto efficienti, tanto che in un numero maggiore di pazienti trattati si è riuscito ad avere uno sblocco dell’apparato immunitario. Infatti già dal 2011, il primo farmaco sperimentato a bersaglio (target)a base di anticorpi fu l’Ipilimumab, che era capace di bloccare il pericolosissimo recettore Ctl-4, il freno inibitorio. Grazie a questo farmaco vi è stata la guarigione del 20% dei pazienti. Ce ne sono altri di recettori pericolosi che inibiscono il sistema immunitario come il Pd-1 di cui la ricerca sta mettendo a punto nuovi farmaci. Tra gli immunoterapici i più importanti ricordiamo il Trastuzumab, molto importante per la guarigione dei tumori mammari che agisce contro il recettore Her2.

Imatinib, che blocca il recettore c-Kit, indicato per i casi di leucemia e tumori gastrointestinali che resistono alle cure tradizionali, C.Gefinitib, che blocca il recettore EGFR, per la cura del tumore polmonare.
I tumori solidi sono quelli più fatali, ma grazie al sostentamento dell’Airc per la terapia genica (manipolazione dei geni) i ricercatori hanno constatato molti successi. Una volta prelevati i geni e reinfusi con un veloce allenamento, le cellule del sistema immunitario sono state in grado di riconoscere e distruggere il tumore anche in fase avanzata in pazienti insensibili alle cure di radioterapia e chemioterapia. Un successo che getta le basi per un futuro migliore nella lotta al cancro.

 

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