martedì 13 novembre 2018
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Il cinema secondo Kosslick – 65° edizione del Festival del Cinema di Berlino

65-BERLINALE-Poster-Festival-Berlino-2015-111-367x400Il festival di Berlino è iniziato, siamo in piena corsa e questa sessantacinquesima edizione ci piace già moltissimo. Dieci giorni di conferenze, interviste e incontri, 200 film in programmazione e poi l’omaggio a chi la vita ha saputo ritrarla in tutte le tonalità possibili: Wim Wenders.
Il più grande esponente del cinema tedesco sarà premiato, il 12 febbraio, con l’Orso d’oro alla carriera subito dopo la proiezione dell’ultimo film, fuori concorso, “Everything will be fine”. E poi la sua storia: durante le dieci giornate sarà proiettata una retrospettiva della sua filmografia, dal magnifico Lisbon story, a Fino alla fine del mondo, e poi ancora Buena Vista Social club e i due documentari Pina (dedicato a Pina Bausch) e Il sale della terra, dedicato al grandissimo fotografo Sebastiao Salgado, uscito nelle sale italiane nel 2014.
Proprio in occasione della premiazione, mercoledì 18 e 25 febbraio, verranno riproposti nelle sale italiane, nella loro versione restaurata, i suoi due film forse più celebri Il cielo sopra Berlino (Premio per la Miglior Regia a Cannes nel 1987, che sarà proiettato il 18 febbraio) e Paris, Texas (Palma d’Oro a Cannes nel 1984, che verrà proposto il 25 febbraio).
Dieter Kosslick, direttore artistico del Festival, ha proposto ancora una volta un cartellone denso di incontri: Juliette Binoche, protagonista del film in concorso e in costume Nobody Wants the Night della catalana Isabel Coixet; l’eterea e bravissima Cate Blanchett sia “matrigna” della Cinderella di Kenneth Branagh che coprotagonista della nuova (attesissima) opera del regista Terrence Malick, Knight of Cups; Nicole Kidman protagonista in Queen of the Desert diretto dall’altro maestro del cinema tedesco, Werner Herzog; Selma di Kosslick rievocazione delle marce da Selma a Montgomery che dal 1965 segnarono l’inizio della rivolta per i diritti civili negli Stati Uniti. Altri attesi contendenti sono Greenaway, Panahi, Larrain, Guzmàn e Jacquot. Non solo Europa e Oriente ma anche Italia: in concorso, e al suo esordio, incontreremo la giovanissima Laura Bispuri con Vergine Giurata e l’incredibile Ermanno Olmi con Torneranno i prati, per la sezione Berlinale Special.

Di seguito l’elenco dei 23 film della selezione ufficiale, 19 dei quali in corsa per l’Orso d’oro, 21 in anteprima:
1. Aferi di Radu Jude con Teodor Corban, Mihai Comanoiu, Cuzin Toma, Alexandru Dabija
2. El botón de nácar di Patricio Guzmán
3. El Club di Pablo Larraín con Roberto Farías, Antonia Zegers, Alfredo Castro, Alejandro Goic, Alejandro Sieveking, Jaime Vadell, Marcelo Alonso
4. Elser di Oliver Hirschbiegel con Christian Friedel, Katharina Schüttler, Burghart Klaußner, Johann von Bülow, Felix Eitner
5. Ten no chasuke di Sabu con Ken’ichi Matsuyama, Ito Ohno, Ren Ohsugi, Yusuke Iseya, Hiromasa Taguchi, Tina Tamashiro, Susumu Terajima
6. Vergine giurata di Laura Bispuri con Alba Rohrwacher, Lars Eidinger, Flonja Kodheli, Luan Jaha, Emily Ferratello
7. Every thing will be fine di Wim Wenders con James Franco, Charlotte Gainsbourg, Rachel McAdams, Marie-Josée Croze
8. 45 years di Andrew Haigh
9. Als wir träumten di Andreas Dresen
10. Body di Małgorzata Szumowska
11. Cha va con va di Phan Dang Di
12. Cinderella di Kenneth Branagh
13. Eisenstein in Guanajuato di Peter Greenaway
14. Ixcanul di Jayro Bustamante
15. Journal d’une femme de chambre di Benoît Jacquot
16. Knight of Cups di Terrence Malick
17. Mr. Holmes di Bill Condon
18. Nobody wants the night di Isabel Coixet
19. Pod electricheskimi oblakami di Alexey German
20. Queen of the desert di Werner Herzog
21. Taxi di Jafar Panahi
22. Victoria di Sebastian Schipper
23. Yi bu zhi yao di Jiang Wen

silvia d'egidio

Silvia nasce in quello che considera il suo posto delle fragole: l’Abruzzo.
Sceglie liceo classico per amore della Parola e la facoltà di lettere perché quell’amore alla fine diventa un’incontenibile passione. E poi l’incontro che le cambia la vita: scopre e s’innamora di un anarchico arrabbiatissimo, Luciano Bianciardi, a cui dedica le più belle parole che abbia mai scritto.
Legge con gusto e mangia con passione, ama la comicità irriverente di Sidney Pollack, l’integrità di Tarkovskij, la straordinaria meravigliosa complessità di Gian Maria Volontè, il Montepulciano forte e sublime, il profumo della massa fatta in casa, le parole lievi di Paolo Rumiz, quelle audaci di Philip Roth, i versi senza tempo di Vinicius De Moraes, il mare in burrasca d’inverno e poi “Le suite inglesi” di Bach, la tromba di Chet Baker, l’armonia di Yann Tiersen, i mondi poetici e bellissimi di Capossela, l’acqua salata del mare e la neve la mattina appena sveglia. Ama tutto quello che la tenta ma non la corrompe.