martedì 20 novembre 2018
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Il cinema italiano in lutto: si è spenta Monica Scattini

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Si è spenta a soli 59 anni l’attrice italiana Monica Scattini. Figlia d’arte, del noto regista Luigi Scattini, ci lascia un altro volto amato ed apprezzato. Ricoverata in un ospedale romano e malata da tempo, l’attrice ha ricoperto ruoli nel cinema e nella tv, come nelle serie televisive: Un ciclone in famiglia, Lo zio d’America, Elisa di Rivombrosa. Prima ancora, a fianco della coppia cinematografica Boldi-De sica l’abbiamo vista interpretare personaggi frizzanti ed energici, spesso rivestendo i panni della ricca borghese, un po’ opportunista ma piena di vita. Ma la carriera della Scattini non può essere associata soltanto alla regia dei fratelli Vanzina. Nel 1974 esordisce con il film Fatti di gente perbene di Bolognini. Negli anni anni ’80 parecchio lavoro per la giovane promessa del cinema italiano, recita in Un sogno lungo un giorno di Francis Ford Coppola, Dancing paradise di Pupi Avati, Ballando ballando, La famiglia, entrambi di Ettore Scola, Un ragazzo e una ragazza, Tolgo il disturbo. Nel 1984 si aggiudica il premio Nastro d’argento per la miglior attrice non protagonista e a seguire il David di Donatello (1994) per Maniaci sentimentali. E ancora, recita in Lezioni di cioccolato, Nine, Tutto l’amore del mondo.

Un altro lavoro interessante della giovane Scattini è senza dubbio Parenti serpenti, del maestro Mario Monicelli, storia di una famiglia alle prese con le classiche baruffe natalizie che porteranno ad una tragedia in parte annunciata. L’ultimo film al quale ha lavorato è Una donna per amica (2014) di Giovanni Veronesi. Grande senso dell’umorismo, carattere e allegria. Questi i tratti della sua personalità attoriale, della grandezza comica che l’ha contraddistinta e resterà sempre nei suoi personaggi. Un sorriso sempre acceso, ed una sottile, a volte sarcastica linea sul volto, solo tratteggiata, che ci fa ridere, emozionare, ma anche riflettere. Noi la ricordiamo così: un’attrice che, dietro la risata, riusciva a comunicare con stile il senso amaro della vita, e a far capire che, in fondo, va vissuta nel bene e nel male.

Donatella Conte

Studentessa di Lettere, aspirante scrittrice. Amo i libri, il cinema neorealista, Vittorio De Sica, odio le ipocrisie ed il qualunquismo. Chi sono? Una ragazza che per salvarsi sceglie di non andarsene ma di scrivere, perché la scrittura può smuovere menti ottuse e scoprire lascive bugie che la società ancora ci racconta. Citando Roberto Saviano: ”La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria -forse unica per me- possibilità d'incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.” Scrivere per me è vivere, impossibile stare senza.