sabato 13 Agosto 2022
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Una Guerra senza fine

Alcuni ragazzi amici di Gennaro Cesarano, durante la fiaccolata in sua memoria in Piazza Sanità. Gennaro fu ucciso da diversi colpi di arma da fuoco esplosi nel settembre 2015 durante un raid notturno nel Rione Sanità da parte di baby camorristi di altri quartieri. Napoli, Settembre 2015. © Claudio Menna, 2015.

Piazza Sanità. Fiaccolata in memoria di Gennaro Cesarano, giovane vittima innocente ammazzata qualche giorno prima durante un raid notturno nel Rione Sanità da parte di  sconosciuti armati ed in sella a moto e scooter. Napoli, Settembre 2015.
© Claudio Menna /  All rights are reserved

Napoli – La guerra tra clan è ripresa, o forse non è mai finita. Si spara nuovamente al Rione Traiano, nella notte tra domenica e lunedi intorno alle 22.30 in Viale Traiano, nei pressi delle abitazioni di alcuni pregiudicati legati al clan Vigilia, ed all’1.30 poco distante le abitazioni di alcuni affiliati al clan Sorianiello. Si sono susseguite quattro sparatorie a Soccavo, altre “stese”, altre intimidazioni, colpi esplosi verso l’aria e contro le abitazioni senza però feriti. Botta e risposta tra i clan delineano sempre più nel dettaglio i contorni di una nuova faida che si sta combattendo nell’area occidentale di Napoli; nuovi gruppi di fuoco cercano di affermare la propria superiorità aggiungendo tensione ai contrasti ormai storici che a Pianura vedono contrapposti i Marfella-Pesce ai Mele, questi ultimi appoggiati da un nuovo gruppo trasversale situato fra Pianura, Soccavo e Bagnoli.

Proprio a Bagnoli imperversa uno scontro fra clan nuovi e vecchi con ambizioni di restaurazione: secondo gli investigatori le due sparatorie avvenute a Soccavo fanno riferimento ai contrasti fra il clan Vigilia e quello dei Sorianiello, impegnati in una faida che al momento conta già due morti, S. Adamo – pregiudicato ritenuto vicino al clan Grimaldi, famiglia legata ai Vigilia, ed I.Maietta, dal passato nel narcotraffico vicino ai Sorianiello ma da anni fuori dal giro. Ciò che spaventa non è tanto la guerra perenne che si combatte a Napoli e nell’interland tra le famiglie reggenti e quelle ambiziose di potere, ma le conseguenze sulla popolazione, e sul quotidiano di quei cittadini che queste faide le vivono da coprotagonisti involontari nei quartieri di residenza. Gli effetti collaterali di questi scambi di fuoco sono palesi ed incontrollabili: si è perso il conto ormai delle vittime innocenti che per uno scherzo del destino si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato, forse proprio nella città sbagliata per eccellenza, dove lo Stato latita, se non rare eccezioni durante le campagne elettorali; il sindaco – perché apartitico, libero pensatore e svincolato dalle imposizioni dell’attuale governo Renzi – è lasciato in balia di sè stesso senza l’appoggio alcuno delle istituzioni, ed i cittadini vittime indifese di un terrorismo fisico e psicologico, agnelli sacrificali in una faida trasversale tra delinquenza, corruzione inefficienza e malaffare.

Text and cover © Claudio Menna 2016 | All rights are riserved.

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