Il 9 maggio è la Giornata dell’Europa, anniversario della Dichiarazione Schuman che diede il via alla Comunità Europea. Sei soli Stati, tra cui l’Italia, provati dalla Seconda Guerra Mondiale, provarono ad immaginare un futuro di pace e collaborazione: il primo passo verso l’Unione Europea.
Le celebrazioni si sono tenute in tutta Europa, a Roma la manifestazione si è aperta con la bandiera più grande d’Europa, un drappo di 20 per 30 metri, che ha colorato la terrazza del Pincio (Villa Borghese). L’iniziativa, organizzata dal Parlamento europeo in Italia e dalla Rappresentanza della Commissione europea, ha coinvolto istituzioni, associazioni e cittadini per due giorni di incontri, eventi e attività.
Nel suo messaggio ufficiale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato i valori fondativi del processo di integrazione europea quali «libertà, democrazia, indipendenza», alla base del progresso non solo economico, ma politico del continente.
Anche il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto ha ricordato come i valori europei siano oggi più che mai messi alla prova, sottolineando la necessità di «lavorare d’intesa per costruire una prospettiva futura sulla quale il progetto europeo possa consolidarsi».
Per tutta la giornata, i visitatori hanno potuto esplorare gli stand delle agenzie europee, partecipare ad attività interattive, laboratori per bambini e momenti di divulgazione. Ampio spazio è stato dedicato ai giovani, protagonisti dei panel su mobilità studentesca con il progetto Erasmus+.
Alla Giornata dell’Europa, quest’anno si sono aggiunte le celebrazioni per i 40 anni dall’adesione di Spagna e Portogallo all’Unione Europea.
Impossibile non pensare alla richiesta proprio del governo spagnolo di una posizione chiara dell’Europa rispetto alle sanzioni economiche annunciate da Trump contro i membri della Corte Penale Internazionale. Oppure alla spaccatura sul fronte Eurovision: Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda hanno annunciato il loro ritiro dalla competizione, vista la partecipazione di Israele.
Nonostante le difficoltà e le divisioni esistenti, secondo un sondaggio tre quarti degli europei ritengono che il loro paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Unione Europea.
L’Europa unita resta un progetto vivo, in costruzione, che non si può dare per scontato, per cui è necessario l’impegno e la partecipazione della classe politica e dei cittadini.
