mercoledì 19 dicembre 2018
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Dal 18 Novembre il Be Quiet è al Bellini

Teatro Bellini di NapoliIl Be Quiet nasce nel febbraio del 2012 da un’idea di Giovanni Block realizzata con Giuseppe Di Taranto (La Bestia Carenne) eVincenzo Rossi (Diversamente Rossi), che decidono di creare un appuntamento fisso con altri cantautori, per confrontarsi e sperimentare. Piano piano, il Be Quiet cresce e si trasforma, diventando, pur senza avere una “fissa dimora”, un punto di riferimento per moltissimi artisti: un piccolo movimento cantautorale del circuito “underground” che genera consensi, si rinnova, cambia forma, si spinge oltre e diventa grande… di più, diventa un modo di pensare! Da serata musicale itinerante tra amici si trasforma in un imperdibile momento di incontro per cantautori, autori, produttori discografici indipendenti e, in generale, addetti ai lavori prendendo la forma di un vero e prorpio laboratorio culturale permanente, fucina di nuove idee e di occasioni. Così, in tre anni, dal Be Quietnascono dischi, collaborazioni, collettivi musicali e iniziative di vario genere. Nasce il Be Quiet Show, un programma trasmesso suRadio CRC e l’Ugo Calise Festival di Oratino (CB), il primo festival per cantautori ideato da cantautori.

 

Gli artisti che si esibiranno durante il corso di tutto l’anno sul palco del Piccolo Bellini sono:
Simone Spirito / Giovanni Block / Pierpaolo Iermano / Nicola Dragotto / Raffaele Giglio / La Bestia Carenne / I Pennelli Di Vermeer / Gatos Do Mar  / Fabiana Martone / Bruno Bavota / Matteo Parlati / Luciano Labrano / Marco D’Anna / Joseph Foll / Pasquale Bellotta / Diversamente Rossi / Ciro Tuzzi / Flo / Alessio Arena / I Vandalia
E molti altri…

 

La prima data del 18 Novembre 2015 vedrà susseguirsi sul palco del Piccolo Bellini, a partire dalle ore 21.30, Simone spirito / Ciro Tuzzi / Pierpaolo Iermano / Marco D’Anna


Ingresso 10 €

Sito Ufficiale: www.bequietnigt.com

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.