martedì 20 novembre 2018
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Cnr “Il traffico ad Acerra inquina più del termovalorizzatore”

Napoli, Piazza Dante.Manifestazione contro gli ecoreati nella terra dei fuochi.  Ottobre 2014, © Claudio Menna/All rights are reserved.

Manifestazione in Piazza Dante contro gli ecoreati nella terra dei fuochi. Napoli, Ottobre 2014. © Claudio Menna / all rights are reserved.                                                                                                                               

ACERRA – In un recente report stilato da Isafom (Istituto sistemi agricoli e forestali mediterranei del Cnr) si è stabilito che le cause di maggior inquinamento dell’aria nel territorio di Acerra sono imputabili al traffico ed al riscaldamento, mentre è stato considerato trascurabile il contributo del tanto discusso termovalorizzatore:
“Le emissioni da traffico rappresentano il fattore di maggior pressione, in particolare a sud di Acerra, nell’area metropolitana di Napoli e in corrispondenza della fitta rete stradale che attraversa il dominio locale.
Importanti sono pure le emissioni da riscaldamento, del porto di Napoli e di alcune industrie, mentre molto contenuto è il contributo dovuto alle emissioni del termovalorizzatore”.
Il report, presentato questa mattina a Roma, condotto in accordo con il Comune di Acerra, e la Regione Campania, in base a quanto richiesto in sede di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) descrive in maniera accurata per la prima volta lo stato complessivo dell’aria nel territorio Campano, approfondendo gli studi nell’area di Acerra con i seguenti dati stilati nel report: Il biossido di azoto supera i valori limite annuali dovuti nello specifico in gran parte alle emissioni da traffico, mentre il contributo del termovalorizzatore di Acerra registra valori inferiori allo 0.75% di quelli limite;  per il particolato i valori di massima incidenza dei quattro comparti più rilevanti (trasporto su strada, marittimo, aeroportuale e riscaldamento da industria) si aggirano intorno al 40% ed il 57% del valore limite.

Riguardo questo inquinante – specificano i ricercatori –  resta però da quantificare l’apporto derivante dalle sorgenti non ufficiali non censite e dalle combustioni incontrollate all’aria aperta, indicate nel report del Cnr come “potenzialmente rilevanti”. Il rapporto dei ricercatori indica il termovalorizzatore di Acerra come contributor per i microinquinanti inferiore in misura allo 0,2% rispetto ai massimali per i metalli.

Gli studi infine registrano come le diossine  abbiano un valore inquinante 100 mila volte superiore a quello del termovalorizzatore e gli Ipa un impatto mille volte inferiore al limite rispetto al valore guida designato dall’Oms.

 
di Claudio Menna © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Claudio Menna

Claudio Menna(Italy, 1985) is a documentary photographer based in Naples.
Architect , after a graduation at the Federico II University .

In the 2012 he starts the project called “ La Ciudad de D10S “ , a journey through his city , a photographic narration who acts the reality, the miseryandthe beauty of the most popular district in Naples.
Through movements, devotdness symbols and unmistakable signs of tradition, he find life and beauty in the contradictory reality of his city, intercepting those slow times exemplary in that areas.

In January 2015 he founds with his friend Gaetano Fisicaro , Magma Photo CollectiveandMAG'zine , a magazine of documentary photography.

Actually he’s working on maintheme of blindness, inside an institute who accommodates children with visual and psycho-physical pathologies, and his writing a book with the participation of female prisonersof the Pozzuoli Penitentiary with photos , storytales and poems.

His works are published on several nazional and international magazines.

Claudio Menna (1985)
è un fotografo documentarista con sede a Napoli.
Architetto, dopo una laurea presso l'Università Federico II.

Nel 2012 inizia il progetto "La Ciudad de D10S", un viaggio attraverso la sua città; un racconto fotografico che narra la realtà, la miseria e la bellezza dei quartieri più popolari di Napoli.
Attraverso movimenti, simboli di devozione e segni inequivocabili di tradizione, scopre la vita e la bellezza nella realtà contraddittoria della sua città, intercettando quei tempi lenti tipici nelle sue aree di studio.

Nel gennaio 2015 fonda con l'amico Gaetano Fisicaro, Magma Foto collettiva e MAG'zine, una rivista di fotografia documentaristica.Attualmente il suo impegno è rivolto a problematiche sociali quali le disabilità visive, collaborando all’interno di un istituto. I suoi progetti sono pubblicate su numerose testate e magazine nazionali ed internazionali.