mercoledì 2 Dicembre 2020
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Video su Battisti, pioggia di critiche per Bonafede

La parata trionfale di Alfonso Bonafede, attuale ministro della giustizia, si è trasformata in un disastro mediatico e logistico: l’arrivo in Italia del terrorista Cesare Battisti, dopo anni di latitanza in Sud America e l’arresto in Bolivia, è stato trasformato dalla troupe del ministro in uno show ed il video è stato diffuso sulle reti social del Movimento Cinque Stelle, partito di riferimento di Bonafede.

Se per i social media manager del Movimento si è trattato di una geniale mossa di propaganda, lo stesso non si può dire della maggior parte dell’opinione pubblica italiana.
La valanga di critiche piovute negli ultimi giorni, infatti, ha costretto Bonafede, nel corso di diverse interviste, a giustificarsi, dichiarando che le sue uniche intenzioni erano di “elogio alla polizia” e che egli lavora ogni giorno “perché la dignità dei detenuti sia garantita e tutelata, anche quella di Battisti”.

Se da una parte, però, ci sono le toccanti parole del ministro pentastellato, dall’altra ci sono i duri fatti: all’interno del video possono essere facilmente identificati i volti di gran parte dei poliziotti che hanno partecipato all’operazione di sequestro. A destare scalpore, in particolare, è il comportamento di un agente che, accorgendosi della telecamera che si gira verso di lui, si copre il volto con una sciarpa: si può quindi ipotizzare che si trattasse di un agente sotto copertura.

Oltre ad aver esposto come carne da macello un detenuto, dunque, Bonafede ha messo in pericolo proprio quei corpi di polizia che tentava di elogiare. Si è trattato di una mossa goffa, che potrebbe strappare qualche risata, se non fosse stata attuata dal nostro ministro della giustizia, un uomo che dovrebbe garantire sicurezza nazionale. Il ministro ha dimenticato quanto sia fondamentale attenersi alla privacy di chi svolge un lavoro così delicato, a contatto con dei delinquenti che, a causa di quel video, adesso conoscono i volti e le voci di chi gli da la caccia.

Si è trattato, in conclusione, dell’ennesima tattica del governo della spettacolarizzazione per attirare consensi, con l’unica differenza che questa volta hanno cercato di volare troppo in alto e le loro ali si sono sciolte al sole. Chiunque abbia visto quel video, è stato testimone di uno dei momenti più bassi della storia della Repubblica. Abbiamo toccato il fondo, adesso bisogna solo scavare.

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