lunedì 12 novembre 2018
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” Casa Colosimo “.

La famiglia De Filippo cerca casa.

La fondazione Eduardo De Filippo e la Scuola di teatro del figlio Luca sono ancora senza una sede, e tra le varie idee la Regione rilancia quella che era già stata la proposta del consigliere culturale dello stesso Luca:  “l’Istituto Paolo Colosimo”.

L’Istituto, nella sua persona Antonio Cafasso, presidente del Laboratorio Teatrale, già esulta all’idea. Lo stesso assessore Regionale al Patrimonio, al lavoro e alle risorse umane Sonia Palmeri ribadisce che la location è più che idonea avendo al suo interno anche un teatro, giudicato da molti “un fiore all’occhiello”.
La proposta del Colosimo era già stata avanzata dal consigliere culturale di De Luca, Sebastiano Maffettone, a Luca De Filippo e il direttore della Fondazione, Francesco Somma, aveva ricevuto un messaggio dalla Regione il 29 settembre. Ma l’incontro per la visita non si era più fatto.
Forse non tutti sanno che l’Istututo, attraverso il laboratorio teatrale, coinvolge ragazzi non vedenti ed ipovedenti in attività finalizzate ad un inserimento sociale.

Il laboratorio diventa una vera e propria famiglia per questi ragazzi, creando una forte aggregazione. “Preferisco prendere palazzi e case crollate e ricostruirle” questa frase che il Presidente Antonio ripete spesso è una bellissima metafora a significare come questi ragazzi trovano all’interno del laboratorio un motivo di inserimento e di riscatto.
Le attività formative proposte hanno sempre avuto riscontro positivo tra i ragazzi dell’Istituto, consapevoli che le esperienze vissute durante questi anni fossero tasselli fondamentali per la loro crescita personale. Il presidente Cafasso fu quasi considerato folle quando propose lo scorso anno una sfilata di moda realizzata dai ragazzi non vedenti, ma in quell’occasione come spesso accade, genio e follia camminavano a braccetto e l’evento fu un successo clamoroso, con grande gioia dei giovani protagonisti.
Tra le commedie realizzate nel laboratorio teatrale la maggior parte proviene dall’archivio del maestro Eduardo Scarpetta. In occasione della prossima festa di Santa Lucia, sabato 12 dicembre i ragazzi del laboratorio teatrale celebreranno la loro santa protettrice con la messa in scena della commedia “Totò turco Napoletano”.

Foto servizio di Claudio Menna.

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Claudio Menna

Claudio Menna(Italy, 1985) is a documentary photographer based in Naples.
Architect , after a graduation at the Federico II University .

In the 2012 he starts the project called “ La Ciudad de D10S “ , a journey through his city , a photographic narration who acts the reality, the miseryandthe beauty of the most popular district in Naples.
Through movements, devotdness symbols and unmistakable signs of tradition, he find life and beauty in the contradictory reality of his city, intercepting those slow times exemplary in that areas.

In January 2015 he founds with his friend Gaetano Fisicaro , Magma Photo CollectiveandMAG'zine , a magazine of documentary photography.

Actually he’s working on maintheme of blindness, inside an institute who accommodates children with visual and psycho-physical pathologies, and his writing a book with the participation of female prisonersof the Pozzuoli Penitentiary with photos , storytales and poems.

His works are published on several nazional and international magazines.

Claudio Menna (1985)
è un fotografo documentarista con sede a Napoli.
Architetto, dopo una laurea presso l'Università Federico II.

Nel 2012 inizia il progetto "La Ciudad de D10S", un viaggio attraverso la sua città; un racconto fotografico che narra la realtà, la miseria e la bellezza dei quartieri più popolari di Napoli.
Attraverso movimenti, simboli di devozione e segni inequivocabili di tradizione, scopre la vita e la bellezza nella realtà contraddittoria della sua città, intercettando quei tempi lenti tipici nelle sue aree di studio.

Nel gennaio 2015 fonda con l'amico Gaetano Fisicaro, Magma Foto collettiva e MAG'zine, una rivista di fotografia documentaristica.Attualmente il suo impegno è rivolto a problematiche sociali quali le disabilità visive, collaborando all’interno di un istituto. I suoi progetti sono pubblicate su numerose testate e magazine nazionali ed internazionali.