sabato 13 Agosto 2022
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Quo vadis, Aida?

La donna coraggio dentro l’orrore di Srebrenica sbarca al cinema il 30 settembre.

Candidato all’Oscar e ai Golden Globe come Miglior film straniero, presentato in Concorso alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, arriverà in sala dal 30 settembre. “Quo vadis, Aida?” di Jasmila Zbanic, un film potente che riconduce la memoria allo straziante genocidio avvenuto durante la guerra dell’ex Yugoslavia.
Al centro una tragedia, per l’esattezza, quella di Srebrenica, dove la protagonista è una donna, un alter ego di Anna Magnani, pronta a combattere per marito e figli come una leonessa.

Una delle scene più toccanti è il riconoscimento da parte dei familiari delle vittime, compresa Aida (interpretata da una magistrale Jasna Djuricic) e dei loro resti in una grande sala dove decine di scheletri sono stesi ordinatamente. E c’è chi li riconosce e si dispera.

Il film narra di come nel luglio del 1975 Aida, traduttrice dell’ONU sposata con due figli, è convinta di essere al sicuro nel campo base ONU dove lavora anche per i suoi stretti contatti con gli altri gradi della base di Srebrenica.
Una base dove hanno trovato rifugio centinaia di cittadini bosniaci musulmani, ma quando la pressione dell’esercito serbo comincia a farsi sentire e arriva sul campo il feroce generale Ratko Madlic, soprannominato il Macellaio della Bosnia“, Aida dovrà trovare la forza di salvare se stessa e la sua famiglia dal massacro, lottando a denti stretti per la sopravvivenza.
   “Questo film affronta il tema del coraggio e della resilienza. Sono una sopravvissuta della guerra di Bosnia. Un giorno hai tutto, il giorno dopo la maggior parte delle cose che conoscevi non esiste più. Solo perché riteniamo che alcune cose siano inimmaginabili non significa che non possano accadere“, ha dichiarato alla stampa la regista Jasmila Zbanic.

   “Aida rappresenta uno spartiacque tra due mondi: lavora per le Nazioni Unite, ma fa parte della comunità locale. Ci sono lussi che derivano dal suo status sociale, ma è bosniaca e la sorte della sua famiglia è la sorte altrui. Dire alla tua famiglia:Devi andartene!” è una delle azioni peggiori che un essere umano possa attuare. Aida fa tutto ciò che può, ma in questi momenti gli sforzi individuali sono solo una goccia nell’oceano”.
  Il massacro di Srebrenica ha visto la morte di 8 000 musulmani bosniaci, la maggior parte ragazzi e uomini, nel luglio 1995 nella città di Srebrenica e nei suoi dintorni, durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina.
    La strage fu perpetrata da unità dell’Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina guidate dal generale Ratko Mladić, in quella che al momento era stata dichiarata dall’ONU come zona protetta e che si trovava sotto la tutela di un contingente olandese.

Francesca De Grazia
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