sabato 16 febbraio 2019
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Klimt Experience: ecco i perchè del successo della mostra a Napoli

Una nuova frontiera per la fruizione dell’arte che diventa inclusiva, multisensoriale e assolutamente innovativa, queste  le ragioni del successo con cui domenica 3 febbraio si è conclusa la Mostra Klimt Experience, all’interno della monumentale Basilica dello Spirito Santo.
Dopo le tappe di Firenze, Milano, Caserta, Roma e Shanghai, che hanno registrato un grande numero di visitatori, complessivamente oltre 600.000, lo spettacolo che unisce musica, immagini digitali, oggetti fisici e realtà virtuale ha deliziato gli occhi e le orecchie dei visitatori della città partenopea.

Sì perché la mostra, interamente dedicata alla vita e alle opere del padre fondatore della secessione viennese, è un viaggio tra le note di Strauss,  Mozart, Beethoven,  Wagner, Bach che accompagnano magicamente i colori, i volti e le silhouettes delle muse del grande pittore viennese.

Quindi spazio alla composizione non solo musicale ma anche visiva che prende forma e inonda l’intero complesso monumentale e incanta i visitatori che si emozionano dinnanzi alle opere più famose come  “Il Bacio”, “L’Albero della vita”, “Giuditta I”, “Danae”, insieme a molte altre, meno conosciute, ma pur sempre straordinariamente cariche dell’inimitabile fascino sensuale klimtiano.

Entusiasmare e meravigliare il pubblico di ogni età, invitandolo ad approfondire la conoscenza dell’uomo e dell’artista, la comprensione e la lettura stilistica delle sue opere attraverso l’esaltazione dei dettagli e della tecnica pittorica: sono questi gli obiettivi dichiarati di Crossmedia Group – società che ha ideato e prodotto il format con la consulenza dello storico dell’arte Sergio Risaliti e l’apporto creativo del regista Stefano Fomasi di Fake Factory – e di Time4Fun, partner organizzativo dell’appuntamento napoletano. L’evento, in collaborazione con le associazioni Medea e Mediterranea, è patrocinato dal Comune di Napoli.

Al termine dell’esperienza immersiva il viaggio nel mondo simbolico, enigmatico, di Klimt continua nella “Sala degli specchi”, elemento di novità rispetto all’allestimento proposto alla Reggia di Caserta,  luogo d’eccellenza per i selfie. Un’ opportunità unica di condividere l’incredibile immagine di se stessi confusa nel caleidoscopio di segni e figure iconiche che si susseguono su pareti, pavimento e soffitto di questa sorta di scatola magica.

 

Infine, nella parte conclusiva dell’itinerario, con la “Klimt VR Experience” Il pubblico può cimentarsi con la dimensione assente nell’arte klimtiana: la profondità. Grazie ad un’app sviluppata appositamente da Orwell (Milano) per i visori di realtà virtuale Oculus VR, l’immersività diviene 3D e consente letteralmente di “entrare” dentro a quattro dei quadri più caratterizzanti il grande pittore austriaco.

Accanto alle postazioni per gli Oculus VR, si può apprezzare l’esposizione di dieci abiti realizzati utilizzando le textures disegnate da Klimt per l’atelier della sua compagna, Emilie Flöge.

Il virtuale ed il reale, due mondi paralleli a confronto a chiudere insieme un viaggio unico. È stato scritto: “la pittura di Klimt, come tutta la grande arte, può essere considerata, al di là delle circostanze del proprio periodo, sub specie aeternitatis”.

Come tale, Klimt è l’artista perfetto per una mostra che supera il tempo attraversandolo, un mezzo a disposizione di chiunque decida d’intraprendere un cammino di bellezza alla ricerca del trionfo di un’ arte senza confini.

 

 

 

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.