lunedì 18 dicembre 2017
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Al Vespaio, dove si rivive la magia delle due ruote vintage

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Tre amici uniti da una grande passione in comune, quella per i veicoli d’epoca. Francesco, Danilo e Pierluigi sono l’esempio che se c’è qualcosa a cui tieni per davvero e la coltivi fino in fondo, puoi trasformarla in realtà, nella tua professione digtr vita.  I primi passi del progetto si intravedono a partire dal 2003 quando i tre amici hanno creato un sito internet, punto di riferimento per gli appassionati di vespe di tutta Italia, con lo scopo di dare nuova vita ai veicoli classici, successivamente nel 2010 i tempi sono maturi per l’aperturadel Vespaio, la sede ufficiale dell’officina, dove i tre maghi dei motori trasformano vecchi rottami in vespe marcianti e tirate a lucido, come se fossero appena uscite dalla ditta Piaggio. Un vero e proprio laboratorio di restyling delle due ruote che permette tra l’altro ai clienti di assistere a tutte le fasi di restauro del proprio pezzo di storia, con la possibilità di acquistare ricambi Vespa prodotti da Il Vespaio Italia. In più il vero valore aggiunto del prodotto messo a punto dal Vespaio è la possibilità di ottenere un modello unico, made in Naples e soprattutto personalizzabile. E i committenti sono non solo i privati ma anche aziende, è il caso di Yamamay, la nota azienda partenopea leader nel settore di intimo e beachwear, per la quale il Vespaio ha realizzato una vespa ad hoc con i tipici color del logo aziendale. E per chi invece è un inguaribile romantico, affezionato a quel sapore un po’ retrò del simbolo del design italiano e vuole rimodernare il suo veicolo d’epoca che magari riposa in garage, c’è la possibilità di rimetterlo a nuovo con costi che partono dai 1.000 euro per un restauro di base fino a salire. Ma per saperne di più non resta che fare un salto nell’officina del Vespaio, nel quartiere Materdei di Napoli, e regalarsi un sogno a bordo delle due ruote più famose dello stivale.

 

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.