Ci sono storie che non finiscono con un triplice fischio e quella di Francesco Totti è una di queste. Lunedì 19 ottobre, al Teatro Brancaccio di Roma, il numero 10 giallorosso ha presentato “Oltre”, il libro scritto insieme al giornalista Alessandro Alciato. A condurre la serata è stata Cristina Fantoni, davanti a un teatro gremito, con circa 1.600 spettatori pronti ad abbracciare idealmente, e non solo, il proprio Capitano.

Sul palco, dopo aver rotto il ghiaccio con la simpatia che lo contraddistingue, Totti ha dimostrato di sentirsi a proprio agio, alternando ironia, aneddoti e confessioni personali. Il racconto ha superato i confini del rettangolo verde, riportando alla luce le difficoltà incontrate dopo l’addio al calcio nel 2017. Un passaggio doloroso, che l’ex capitano ha descritto senza nascondere le proprie fragilità. La platea ha risposto con risate, quando, per esempio, durante l’intervento in video di Gasperini, CT della AS Roma, hanno punzecchiato la dirigenza americana; si sono innalzati vecchi cori da stadio quando con Vincent Candela hanno ricordato i vecchi tempi in campo e momenti di commozione quando Francesco ha ricordato il padre e di quanto lui sia un padre innamorato dei suoi figli, presenti anche loro al Brancaccio. Un campione capace di far sognare una città, ma un uomo che, lontano dagli stadi, continua a cercare il proprio posto nel mondo.

La forza della serata è stata proprio vedere un personaggio tanto celebrato abbassare le difese, lasciarsi andare ai ricordi e conquistare il pubblico con la sua spontaneità romana, a tal punto da raccontare uno spiacevole ed inaspettato incontro con un enorme medico pronto a controllargli la prostata. Perché dietro la leggenda c’è una persona, e dietro ogni impresa sportiva esiste una vita che merita di essere raccontata e il suoi tifosi lo sanno bene.
Qualche nota stonata, però, è arrivata alla fine. Con il desiderio, scontato e collettivo di ottenere una dedica sul libro, il Brancaccio si è trasformato in un luogo di attesa e confusione. L’entusiasmo dei presenti era comprensibile, come la spontanea generosità del Pupone, ma sarebbe servita un’organizzazione più efficace per gestire gli autografi e permettere a tutti di vivere quel momento serenamente. Un dettaglio che non cancella il valore dell’incontro, ma che avrebbe meritato maggiore attenzione.

Totti, tuttavia, resta più grande di qualsiasi disordine organizzativo. Gli scarpini sono ormai appesi al chiodo, ma la sua storia continua a camminare. E se il passato è una bandiera piantata nel cuore di Roma, il presente è un nuovo campo da esplorare. Perché una maglia si può togliere, una carriera può finire, ma l’amore conquistato negli anni non conosce sostituzioni. Il Capitano ha lasciato il campo, non il cuore della sua gente.

Fonte immagini: Instagram Francesco Totti
