TonyPitony, al secolo Ettore Ballarino, da silente appassionato di musica ad esplosione virale. In un’epoca in cui tutto corre, in cui l’attenzione dura meno di una storia su Instagram o di un reel su TikTok, il suo nome ha iniziato a circolare con una velocità anomala, quasi sospetta. Video brevi, frasi taglienti, concetti astrusi, look insolito ma unico con uno stile riconoscibile anche senza audio. Nel giro di pochi mesi i follower hanno iniziato a salire come un suo acuto: da centinaia a migliaia, poi milioni. Nessuna scorciatoia evidente, nessun personaggio costruito in laboratorio, piuttosto, una presenza costante e una capacità rara di intercettare l’umore collettivo e, probabilmente, una rivincita e un riscatto personale.

Da quei “NO” al provino di X-Factor (escluso Mika che è stato l’unico ad aver capito la sua bravura musicale), al suo successo nutrito del rapporto diretto con la massa, senza mai corteggiarla davvero, ma nemmeno disprezzarla. Come “un giudice musicale”, Tony, l’ha osservata, studiata, talvolta provocata, soprattutto attraverso i suoi contenuti in cui c’è spesso una linea sottile che oscilla tra ironia e giudizio, tra intrattenimento e critica sociale. È qui che molti si sono riconosciuti, mentre altri hanno iniziato a storcere il naso. Ed è proprio questa spaccatura che ha alimentato il fenomeno, perchè TonyPitony non mette tutti d’accordo, e non sembra interessato a farlo.

Di questi tempi, i numeri raccontano una storia che va oltre i like. Alcuni suoi contenuti hanno infranto record di visualizzazioni in tempi ridicoli, diventando argomento di conversazione anche fuori dai social: in radio, nei bar, nei commenti dei quotidiani online. Quando il suo nome è stato accostato a Festival di Sanremo, in molti hanno pensato a una provocazione, invece la partecipazione alla manifestazione più amata dagli italiani, ha certificato un passaggio di livello da creatore digitale a figura popolare nel senso più ampio del termine. Sul palco dell’Ariston, nella serata duetti con la cantante romana in gara, Ditonellapiaga, tra cantanti storici e nuove promesse, i fan di Pitony auspicano che porterà sè stesso, senza filtri evidenti e senza rinnegare il linguaggio che lo ha reso famoso, senza snaturarsi, senza limitarsi nel regalare, anche a chi non lo conosce o lo conosce e lo evita, il suo canto che, checchè se ne dica, è bello.

I giudizi, però, come prevedibile, si sono moltiplicati. C’è chi lo considera lo specchio fedele di una generazione e chi lo vede come un sintomo del rumore di fondo contemporaneo. Lui, nel frattempo, come un moderno Clarke Gable in “Via col vento”: “francamente se ne infischia”, continuando a produrre, parlare, apparire, sostare a Sanremo… poi chissà?! Che il suo escamotage vincente sia l’omissione di troppe spiegazioni e giustificazioni? Al pubblico l’ardua sentenza. 

Alcuni suoi fan sostengono che il segreto di TonyPitony è proprio questo: camminare su una corda tesa sopra la folla, mangiando un cannolo della sua terra, mentre tutti discutono se cadrà o no. E se un giorno dovesse inciampare, probabilmente lo farà con lo stile di chi scivola su una buccia di banana… riuscendo comunque a strappare un applauso.

Fonte immagini: Google

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