giovedì 22 febbraio 2018
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TELEFONIA e PAY TV: ecco tutte le date del ritorno alla fatturazione mensile

 

Da alcuni giorni milioni di utenti stanno ricevendo  SMS e mail da parte dei propri Operatori telefonici e di PayTV in merito al ritorno della fatturazione mensile dei rinnovi.

Merito (o forse demerito) del Decreto Legge n. 148/2017 del 16/10/17, convertito il 4 dicembre nella Legge 172/2017, in vigore dal 6 dicembre, in base al quale, all’art. 19-quinquiesdecies,  viene statuito che “gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche” devono prevedere “la cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione dei servizi, ad esclusione di quelli promozionali a carattere temporaneo di durata inferiore a un mese e non rinnovabile, su base mensile o di multipli del mese” . In caso di non ottemperanza, si applica “un indennizzo forfetario pari ad euro 50, in favore di ciascun utente interessato dalla illegittima fatturazione”

Tale normativa si era necessaria in seguito alla furbata operata dalla Compagnie Telefoniche e Televisive di inventarsi una fatturazione da 28 giorni e quindi da un anno solare erano riusciti ad estrarre 13 rinnovi e poiché tali operatori agiscono in regime di oligopolio, tutti si erano tempestivamente adeguati.

Ma, anche questa volta “fatta la legge trovato l’inganno”.

Infatti ora gli operatori di telefonia e PayTv fattureranno i propri corrispettivi ogni 30 giorni, per evitare di sborsare l’indennizzo forfettario,  ma lo parametreranno al precedente rinnovo di 28 giorni, per cui, per rispettare la legge dei 12 rinnovi annuali, aumenteranno in media ogni rinnovo del 8,6%.

E, a conferma del fatto che il pudore non sanno neanche dove sia di casa, si premurano di sottolineare che “La tua spesa complessiva annuale non cambia”. Ma la cosa non sorprende, la spesa era già aumentata portando i rinnovi da 12 a 13. Lo spirito della Legge, invece,  era proprio quello di far  ritornare i prezzi ai livelli precedenti ed invece tutti lo hanno eluso, rispettandone, sì,  la forma, ma facendo sempre e comunque i propri interessi.

Ovviamente, in caso di aumento del prezzo del singolo rinnovo deve essere data dall’Operatore di telefonia e PayTv la possibilità di recedere senza costi e/o penali per cui sui propri siti web vengono previste le modalità per l’esercizio del diritto di recesso.

Il termine per adeguarsi alla nuova normativa è di 120 giorni e quindi tutti gli operatori si sono già mossi per comunicare la tempistica della nuova fatturazione, ma, alcuni (WIND e TRE) non si sono ancora sbilanciati circa gli aumenti, riservandosi di farlo con comunicazione successiva.

Ecco tutte le date:

 VODAFONE

  • Mobile: fatturazione mensile dal 25 marzo 2018
  • Fisso: fatturazione mensile dal 5 aprile 2018

TIM

  • Mobile: fatturazione mensile dal 5 marzo 2018
  • Fisso: fatturazione mensile dal 1 aprile 2018

FASTWEB

  • Fisso e Mobile con abbonamento: fatturazione mensile dal 5 aprile
  • Mobile con ricaricabile: fatturazione mensile dal 26 marzo 2018

WIND

  • Mobile: fatturazione mensile dal 4 aprile 2018
  • Fisso: fatturazione mensile dal 5 aprile 2018

TRE

  • Mobile: fatturazione mensile dal 24 marzo 2018

Ma al peggio non c’è mai fine: perché facendo i “meticolosi” c’è un altro aspetto negativo da sottolineare e di cui alcune Compagnie (VODAFONE, FASTWEB) hanno subito approfittato, mentre altre (WIND e TRE) devono ancora prendere posizione, solo la TIM non lo ha fatto: se prima un utente aveva la possibilità di spendere  il proprio bundle (Minuti/Sms/Giga) in 28 giorni, ora per la stessa quantità non solo pagherà di più, ma dovrà anche farsela durare 30 giorni. Un vero affare … per loro !

francesco carbone

Avvocato civilista, titolare dell’omonimo Studio Legale, docente di materie giuridiche ed economiche. Maestro diplomato al Conservatorio di Musica di Napoli in Pianoforte e Composizione