venerdì 25 maggio 2018
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STAMPANTI, FAX E FOTOCOPIATRICI – IL TONER E’ CANCEROGENO

Il toner è una polvere molto fina che contiene particelle di carbone, ossidi di ferro e resina e viene utilizzato in alcune apparecchiature di stampa come fax, fotocopiatrici e stampanti. Durante il processo di stampa il toner si imprime sulla carta.

I centri di ricerca internazionali hanno evidenziato le reali emissioni degli apparati di stampa laser: oltre alle sostanze già citate, sono stati individuati altri 4 materiali cancerogeni liberati normalmente dalle apparecchiature di stampa: questi sono il benzene, la formaldeide, lo stirene e l’ossido di titanio.

In dosi basse, lo stirene causa irritazioni transitorie delle mucose congiuntivali e nasali, cefalea, vertigini sonnolenza. Nei casi peggiori può determinare alterazioni a carico del sangue caratterizzate da riduzione dei globuli bianchi con linfocitosi relativa, alterazioni della funzionalità epatica e talvolta sono state evidenziate in alcuni soggetti esposti a turbe digestive, nausea  vomito, perdita di appetito e stanchezza.

Lo stirene è stato riconosciuto ufficialmente come cancerogeno dal XII rapporto sui cancerogeni, pubblicato il 10 giugno 2011 dal Dipartimento Statunitense di salute, Programma Tossicologico Nazionale.

Pertanto il problema relativo al toner sta nella presenza, al suo interno, di sostanze cancerogene e mutagene di prima classe, ossia sostanze note per i loro effetti sull’uomo e per le quali esistono prove sufficienti per stabilire che sono causa dello sviluppo di tumori e alterazioni genetiche.

Il contatto con tali sostanze può avvenire attraverso l’inalazione, l’ingestione o il contatto con la pelle e lo stesso può succedere anche a macchina spenta, visto che queste micro-polveri navigano nei movimenti d’aria naturali o forzati dell’ambiente. Una volta entrate nel nostro organismo le nanopolveri provenienti dalle emissioni delle stampanti si possono trovare nel sangue già dopo circa un minuto e di seguito possono raggiungere tutti gli organi (fegato, reni, ecc.).

In Italia esiste una normativa ben precisa, disciplinata dal D.Lgs. n° 81/2008, ma trenta anni prima era già stato istituito il Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro, oggi inserito nell’organizzazione del Dipartimento di prevenzione delle ASL ,  cui sono demandate le funzioni di controllo, vigilanza e di promozione della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro con lo scopo di contribuire alla prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro e al miglioramento del benessere del lavoratore

Ecco qualche consigli per una giusta collocazione di una fotocopiatrice:

EVITARE DI COLLOCARE L’APPARECCHIO:

– in un luogo da cui possa essere fatto cadere;

– vicino a fonti di calore;

– vicino o sotto a condizionatori d’aria;

– vicino a contenitori d’acqua o distributori di bevande;

– lungo le vie d’esodo o passaggi stretti;

– in locali dove è prevista la presenza continua di personale;

– in locali ed ambienti non adeguatamente aerati.

 COLLOCARE INVECE LA FOTOCOPIATRICE:

– nelle vicinanze di un’idonea ed accessibile presa fissa di corrente elettrica;

– lontano da tendaggi o altro materiale infiammabile, possibilmente non esposta alla luce solare diretta, all’umidità ed alla polvere;

– sopra ad un mobile stabile e ben livellato.

– In un locale dove è possibile effettuare una facile aerazione.

Si ricorda che le aperture della carcassa presenti sul retro, ai lati o sul fondo sono necessarie per la ventilazione; per assicurare un funzionamento affidabile dell’apparecchiatura e per proteggerla dal surriscaldamento, tali aperture non devono essere ostruite o coperte; quindi non deve essere posizionato su tappeti e superfici simili o installato a incasso a meno che non sia fornita adeguata ventilazione. Si consiglia di posizionare la fotocopiatrice in modo da lasciare uno spazio di 10 cm dalle pareti così da facilitarne la ventilazione.

Pochi mesi fa l’INAIL ha dovuto riconoscere la malattia professionale ad un addetto alle vendite per l’ uso eccessivo del telefono cellulare, che gli aveva  causato un danno  al nervo acustico.

A parere dello scrivente fra poco i Tribunali inizieranno a dedicarsi anche ad un’altra causa di malattia professionale: il TONER, presente in strumenti di uso ormai quotidiano per Uffici, Scuole, Studi professionali e Aziende.

Alla luce di questi pericoli  subdoli e striscianti sarebbe il caso di stare più attenti ai piccoli gesti quotidiani, perché da che mondo è mondo, “prevenire è sempre meglio che curare”.

francesco carbone

Avvocato civilista, titolare dell’omonimo Studio Legale, docente di materie giuridiche ed economiche. Maestro diplomato al Conservatorio di Musica di Napoli in Pianoforte e Composizione